Crisi Carife, risparmiatori mobilitati e manifestazione a Ferrara il 3 aprile
L'incontro al teatro Comunale quando si daranno appuntamento i comitati di “Amici Carife”, “Azzerati” e “Vittime” Spunta una proposta tecnico-politica per correggere gli effetti del Salva-banche
Trovare una soluzione per correggere gli effetti devastanti del decreto Salvabanche significherebbe fare il bene non solo dei 32mila risparmiatori azzerati ma anche dei 900 dipendenti Carife e dell’intera economia ferrarese.
Perché il recupero, almeno in parte, delle somme perdute vorrebbe dire restituire al territorio risorse ingenti e riannodare il legame di fiducia tra clienti e banche che il decreto del 22 novembre scorso ha spezzato. Ed è proprio a una “sintesi” tra gli interessi dei risparmiatori, l’occupazione e la tenuta economica del territorio che guarda la manifestazione “No ai risparmi azzerati per legge” organizzata, con il patrocinio del Comune, dalle associazioni Amici di Carife, Risparmiatori Azzerati Carife e Vittime del Salva-banche e in programma domenica 3 aprile alle ore 10 al Teatro Comunale di Ferrara. Tra qualche giorno saranno aperte le prenotazioni per iscriversi all’evento.
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«Sarà l’occasione - ha spiegato il presidente degli “Amici di Carife” Marco Cappellari, accompagnato dai vice Gianni Mandrioli e dal consigliere Luigi Casalini - per presentare alla città una proposta che stiamo costruendo con la collaborazione di figure tecniche e che vorremmo sottoporre all’attenzione del Governo».
L’invito al viceministro all’Economia e Finanze Enrico Morando è già stato inoltrato, e gli organizzatori attendono una risposta. «Morando ha tutti i miei contatti - è intervenuto il sindaco Tiziano Tagliani - così come ho sollecitato la partecipazione dei sindaci di Arezzo, Jesi e Chieti». Per l’evento, ha sottolineato il primo cittadino, l’amministrazione ha messo a disposizione gratuitamente il Teatro Comunale, così come deciso dalla conferenza dei sindaci che si è impegnata a sostenere ogni iniziativa di carattere informativo. «Siamo a fianco dei cittadini che hanno bisogno di capire - ha proseguito Tagliani - Non sarà un dibattito finalizzato a intraprendere azioni legali, nè il Comune può schierarsi a favore dell’una o l’altra associazione di consumatori, ma sarà uno spazio politico per rimodulare il decreto e confrontarci con il governo sulla norma sul ristorno delle obbligazioni non esplicitata dal Parlamento».
Quella del 3 aprile, ha specificato il coordinatore degli Azzerati Carife Mirko Tarroni, affiancato da Andrea Rimondi e Sergio Finessi, «non vuole essere e non sarà una manifestazione contro Carife. Vogliamo al contrario far emergere in modo costruttivo le idee e creare una forte partecipazione collettiva anche per far ricostruire la fiducia tra risparmiatori e banche».
Da qui l’invito esteso ai sindacati dei settore bancario perché, paradossalmente e a dispetto del suo nome, il decreto salva banche oltre ad affossare i risparmi sta mettendo a rischio i posti di lavoro dei 900 dipendenti Carife.
Un esempio su tutti. Se uno strumento come il warrant costituiva una speranza, pur parziale e flebile, di recuperare le azioni colate a picco, offriva inoltre agli azionisti un valido motivo per non abbandonare la banca. Il decreto del 22 novembre ha spazzato via anche questo sottile legame e innescato un’emorragia di clienti che, soprattutto in vista dell’acquisizione di Carife, ha ribadito il sindaco «è necessario frenare».
Alessandra Mura
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