La Nuova Ferrara

Ferrara

«Distese, vediamo che ne sarà dei tavoli»

di Marcello Pradarelli
«Distese, vediamo che ne sarà dei tavoli»

Osti, direttore Confesercenti: «Bene le modifiche alla delibera, ma la giunta ora deve sciogliere il nodo dell’articolo 49»

3 MINUTI DI LETTURA





Le associazioni del commercio hanno tirato un sospiro di sollievo. La partita delle distese, che fino a pochi giorni fa vedeva Ascom e Confesercenti sul piede di guerra, è finita meglio del previsto. Al punto che Ascom ha cantato vittoria pochi minuti dopo l’approvazione della delibera sul nuovo regolamento sull’occupazione del suolo pubblico (Cosap) da parte del consiglio comunale: «Sono state accolte tutte le nostre richieste nel nuovo testo della delibera, tutto è stato riportato nell’alveo della vigente normativa nazionale».

Confesercenti parla oggi. Il direttore Alessandro Osti ha volute leggere bene i testi approvati prima di pronunciarsi.

Siete soddisfatti o no?

Sì, ma con riserva, una riserva importante però. Già nell’incontro che abbiamo avuto venerdì con l’assessore Serra avevamo appreso che gli emendamenti che erano stati predisposti tenevano conto dei rilievi che avevamo mosso, mi riferisco ad esempio alla questione del rapporto tra superfici del negozio e superfici della distesa, e alla questione degli orari che rischiava di creare differenze tra pubblici esercizi, che hanno delle limitazioni, e attività artigianali che avrebbero potuto agire senza limiti.

Mentre ora la legge è uguale per tutti.

È il minimo che si può chiedere che le regole valgano per tutti.

Qual è la questione rimasta in sospeso?

Riguarda l’articolo 49, quello sui tavoli.

Ma non è stato modificato da un emendamento di Alberto Bova?

Sì, la modifica c’è stata, nel senso che il problema da risolvere ora è stato demandato la giunta.

Spieghi qual è il problema.

L’articolo 49 inizialmente stabiliva che anche attività che non prevedono la somministrazione di alimenti potessero sistemare dei tavoli all’esterno, una cosa che a nostra avviso contrasta con la legge nazionale. Nella nuova versione la parola tavoli è sparita si parla di “distese senza struttura e con un numero massimo di quattro piani di appoggio e sedute da definirsi con successivo atto della giunta comunale”. Ora si tratta di vedere come si traduce in pratica questa faccenda dei piani di appoggio e delle sedute, se cambia solo il nome o se cambia la sostanza.

Perché è così importante avere o no un tavolo? Può fare un esempio?

Un bar che vende gelati è regolato da norme diverse da una gelateria artigianale. Il bar deve avere un bagno per i clienti, ai dipendenti deve pagare la 14ª, la gelateria non ha questi e altri obblighi. Se a una gelateria viene consentito di sistemare i tavoli fuori allora deve sottostare alle stesse leggi di un pubblico esercizio. Qualcuno dice che abbiamo posizioni retrograde, ma non c’è niente di retrogrado nel dire “stessi diritti e stessi doveri”. Prima di cantare vittoria Confesercenti aspetta di vedere cosa deciderà concretamente la giunta.

Per il resto?

Per il resto apprezziamo lo sforzo che ha fatto il consiglio comunale per correggere la delibera.

Crede che questa esperienza sia stata utile anche per l’assessore Serra?

A tutti può capitare di sbagliare, Serra è una persona intelligente e non solo ha capito, ma ha anche riconosciuto di aver sbagliato a non sentire subito il parere delle associazioni economiche.

Il M5S ha sollevato la questione dei commercianti travestiti da falsi produttori agricoli che nei mercati e nelle strade vendono anche frutta e verdura che non proviene dai loro campi. Che ne pensa?

Che non va bene, c’è da parte di diversi soggetti una violazione delle regole che non è tollerabile perché danneggia chi, come i commercianti ambulanti, le regole le rispetta. Non si può giocare con le leggi ma rispettarle e farle rispettare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google