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Oggi protesta a Roma «Uno tsunami economico»

Oggi protesta a Roma «Uno tsunami economico»

«Il trauma è stato il decreto n.283/15 detto Salvabanche , che è arrivato totalmente inatteso. Questa sera ci rivolgiamo a un pubblico di circa 500 associati per fare il punto della situazione...

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«Il trauma è stato il decreto n.283/15 detto Salvabanche , che è arrivato totalmente inatteso. Questa sera ci rivolgiamo a un pubblico di circa 500 associati per fare il punto della situazione insieme all'avvocato Riccardo Ziosi, che darà il punto di vista legale ai quesiti degli intervenuti». Così Marco Cappellari, Presidente Amici Carife, prima dell'inizio dell'assemblea svoltasi lunedì sera alla Sala della Musica, insieme al gruppo “Risparmiatori azzerati Carife”, coordinato da Mirko Tarroni. «Siamo apolitici, non siamo “contro” Carife - continua Cappellari - riteniamo anche che l'etichetta "truffati" sia poco accettabile, perché le obbligazioni azzerate risalgono al 2006/2007, quando l'economia e la banca del territorio andavano a gonfie vele. Fino a prima del 22 novembre 2015, se un cliente di una qualsiasi banca avesse chiesto al direttore se esisteva un rischio nell'acquisto di azioni, si sarebbe sentito rispondere in maniera negativa. Solo dopo quella data si è appreso che la banca poteva fallire per decreto. Chiediamo quindi risposte per questa situazione assurda, che lo è ancora di più per Ferrara, dato che Banca d'Italia aveva già attuato un piano di salvataggio, che l'assemblea degli azionisti aveva approvato il 31 luglio». Il presidente di Amici della Carife spiega di non condividere neanche le dichiarazioni di Marattin, che attribuisce molte responsabilità al passato di Carife. «Sappiamo che per 4 anni siamo stati vigilati da Banca d'Italia, e per altri due gestiti dalla stessa. Dopo sei anni non è possibile che un'istituzione finisca così. Siamo di fronte a uno tsunami economico», conclude Marco Cappellari che fa sapere che per ora «non abbiamo consigliato azioni legali ai nostri associati. In questa fase non siamo contro Carife, ma siamo basiti dall'emanazione di un decreto del governo che in un giorno e con applicazione retroattiva, ha azzerato i risparmi delle famiglie. Spiegheremo meglio in conferenza stampa (vedi articolo a fianco) come intendiamo muoverci». Intanto oggi azionisti e obbligazionisti Carife saranno a Roma davanti al Mef, per manifestare il loro disagio. «Partiamo alle 5 dal parcheggio Bennet. Ci si può ancora prenotare al numero 3498479705», chiarisce Tarroni, che continua: «Il Ministero dell'Economia e delle Finanze sapeva da ottobre 2014 che l'intervento del Fondo Interbancario sarebbe stato senza via d'uscita. A questo punto diventa impossibile attribuire responsabilità di quanto accaduto ai risparmiatori. Chi ci ha portato in questo vicolo cieco deve assumersi le sue responsabilità. Vi è il tentativo di addebitare responsabilità ai risparmiatori quando si afferma che hanno acquistato titoli a rischio, ma si è verificato uno scenario di rischio del tutto nuovo creato da altri soggetti, e sono loro che devono assumersi le responsabilità. Chiediamo il totale ristoro di azionisti e obbligazionisti, che a Ferrara sono rispettivamente 28mila e 4mila».

Veronica Capucci

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