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Porte vinciane: in arrivo la svolta

GORO. Costruito negli anni ’90 il manufatto unidirezionale che divide le acque del Po da quelle della zona orientale della Sacca di Goro a ridosso del faro è stato da sempre oggetto di discussioni e...

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GORO. Costruito negli anni ’90 il manufatto unidirezionale che divide le acque del Po da quelle della zona orientale della Sacca di Goro a ridosso del faro è stato da sempre oggetto di discussioni e controversie. Nell’ultimo decennio è stato modificato più volte, però è stato sempre unidirezionale cosa vuol dire? Che le porte vinciane si aprono quando la bassa marea espelle l’acqua dalla Sacca al Po, invece si chiudono quando l’alta marea porterebbe l’acqua del Po e del mare in Sacca. In questi ultimi anni le diverse posizioni dei dirigenti delle coop.ve Pescatori di Gorino, hanno impedito di provare la possibilità dei fluissi nelle due direzioni, tanto che da almeno un decennio alcune cooperative hanno dovuto lasciare le concessioni demaniali in quella zona a causa del fango anossico che si è accumulato in tutta quella zona che va dall’Anconon fino appunto al Faro dove è posizionato il manufatto. Finalmente è proprio in caso di dirlo grazie al bliz del sindaco Diego Viviani che ha fatto firmare un documento a tutti i presidenti nel quale si autorizzano gli organi competenti a modificare il funzionamento del manufatto, che consiste nell’apertura permanente delle porte vinciane. I lavori saranno eseguiti nei prossimi giorni dalla Regione Emilia-Romagna tramite il servizio Tecnico di Bacino Po di Volano e della Costa, di cui è responsabile del Servizio dal giugno 2015 il dott. Claudio Miccoli, che ha dimostrato da subito di conoscere la zona e di essere molto sensibile alle problematiche della pesca e dell’ambiente. Se si vuol scongiurare la grave crisi anossica che ha investito la Sacca nell’estate scorsa, questo naturalmente non basta e deve essere accompagnato con altri interventi, come il taglio dello Scanno a ridosso della “Goba”, l’apertura del “Tragheto” a ridosso del Porto di Gorino, l’asportazione della parte di Scanno che impedisce il riciclo d’acqua in entrata della Sacca e lo scavo dei canali sub-lagunari che garantirebbero una continua movimentazione delle acque. E visto che gran parte di questi lavori sono a finanziamento per evitare che succeda la crisi anossica del luglio 2015, chi si deve muovere, si muova, e chi deve fare, faccia.

Odino Passarella

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