«Subito tutti i pagamenti, altrimenti sciopero»
I sindacati: l’azienda inizia a coprire le buste paga arretrate, ma non è ancora sufficiente
Scatta un altro sciopero, il secondo dopo quello del 22 febebraio scorso. La vertenza che coinvolge le lavoratrici della Pulservice di Cesena si fa sempre più tesa visto che il presidio sindacale in viale Cavour, nei pressi della sede dell'aeronautica militare non è servito ad avvicinare le parti: così è stato proclamato un secondo giorno di sciopero e presidio per venerdì prossimo e «nel frattempo - spiega una nota sindacale di Filcams Cgil eUiltucs - le lavoratrici continuano a soffrire del grande disagio dato dalla mancanza dei loro stipendi e la tensione verso la ditta non è venuta meno». Per spiegare occorre riavvolgere il nastro sugli eventi accaduti: l'azienda nei giorni scorsi aveva contattato le organizzazioni Sindacali, incontrandoli il 4 e il 14 marzo scorsi. I motivi principali dello sciopero erano il mancato pagamento della tredicesima e quattordicesima del 2015 e dei mesi di gennaio e febbraio, oltre che la mancata consegna dei relativi cedolini paga. Negli incontri sindacali, Pulservice si era impegnata a regolarizzare la situazione, prevedendo un piano di rientro delle mensilità arretrate e di una futura normalizzazione dei pagamenti. A questo punto, «anche se non esattamente nelle date indicate - spiega la nota - si era riscontrato l'inizio dei pagamenti previsti e la consegna dei cedolini paga mancanti». Ma lavoratrici e sindacato, « pur registrando una "nuova" volontà aziendale non giudicano ancora sufficiente tale situazione». E allora? Allora si attendono altri pagamenti in questi giorni così come previsto dagli impegni aziendali sottoscritti. «E se questi impegni aziendali venissero rispettati, se il piano di rientro si trasformasse in un accordo sindacale - sottolinea la nota - Filcams Cgil e Uil Tucs potrebbero anche all'ultimo momento valutare l'annullamento dello sciopero e presidio, tuttora proclamato per venerdì prossimo». E proprio domani è previsto un incontro fra le parti i per verificare la reale situazione. Perchè - conclude la nota - «riaffermiamo il diritto che chi lavora ha il diritto di essere pagato: #chilavoradeveesserepagato.
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