«Telecamere nei servizi per l’infanzia»
Comacchio, è quello che chiede un gruppo di mamme. Dal Comune: parliamone insieme
COMACCHIO. “Telecamere nei servizi per l’infanzia. Parliamone insieme” è il tema dell’incontro pubblico, organizzato per lunedì 21 marzo alle ore 16, al nido d'infanzia “Il giglio” dalla cooperativa sociale Girogirotondo, che gestisce la struttura. Durante l’incontro, gratuito e aperto a tutti, interverrà la psicopedagogista Silvia Senigalliesi, consulente del centro intercomunale per le famiglie La Libellula. «Lo spirito dell'incontro - riferisce Agnese Malpeli, coordinatrice pedagogica dei servizi educativi della cooperativa - è quello di approfondire il tema del rapporto di fiducia tra educatori e genitori e tra servizi e famiglie. È un tema molto attuale e sentito alla luce di alcuni incresciosi episodi che si sono recentemente registrati in alcune città italiane. Coloro che desiderano un confronto con il personalepossono recarsi al nido o partecipare all’incontro di lunedì». Sono 36 i piccoli da 6 a 36 mesi iscritti alla struttura, inaugurata nel 2004, ritenuta un fiore all'occhiello tra i servizi rivolti all'infanzia. Sette invece sono le educatrici che operano all'interno del nido. Da un mese a questa parte un gruppo di 5 mamme, una delle quali di Comacchio, Ilaria Cavalieri, sta attuando una forte campagna di sensibilizzazione su Facebook. Il gruppo si è fatto promotore pure di una petizione online con la quale sono già state raccolte migliaia di firme, che saranno trasmesse al ministro dell'istruzione Stefania Giannini. Voglio ringraziare tutti i miei concittadini - dichiara Ilaria Cavalieri - che, mostrando grande sensibilità verso questo argomento, hanno risposto al nostro appello, che non vuole mettere in discussione la professionalità della stragrande maggioranza degli educatori. Con la nostra iniziativa, chiediamo che su tutto il territorio nazionale nelle strutture che si occupano di minori o di persone non in grado di difendersi, anziani e disabili, la selezione del personale sia molto accurata con test psicoattitudinali, colloqui con lo psicologo, prevedendo una formazione continua».
Il documento stilato dalle cinque mamme, che hanno lanciato pure l’hastag #sialletelecamere, prevede anche l'introduzione obbligatoria delle telecamere, con supervisione esclusiva da parte della dirigenza scolastica e delle forze dell'Ordine. «Chiediamo l’aiuto di tutti, per concretizzare il nostro progetto - conclude Ilaria Cavalieri -, anche se può sembrare utopistico. La trasparenza fa bene a tutti».
Katia Romagnoli
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