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«Bollette a scadenza troppo ravvicinata» Hera nel mirino

«Bollette a scadenza troppo ravvicinata» Hera nel mirino

MESOLA. « Hera sta vessando i cittadini proprio nei primi tre mesi dell'anno nei quali spesso ci sono altre scadenze di pagamento». E' arrabbiato Primo Marchetti, capogruppo di "Creare futuro"...

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MESOLA. « Hera sta vessando i cittadini proprio nei primi tre mesi dell'anno nei quali spesso ci sono altre scadenze di pagamento». E' arrabbiato Primo Marchetti, capogruppo di "Creare futuro" inconsiglio comunale, e "portavoce" dello scontento popolare che in questi giorni sta imperversando a Mesola, specialmente negli anziani. Marchetti, che dice di essersi confrontato con diverse persone su questa vicenda, vive egli stesso questa situazione. «All’inizio dell’ anno ho ricevuto una bolletta da 394, 78 euro da pagare entro il 25 gennaio, cosa che ho fatto. Poi Hera mi ha scritto che era una somma non dovuta e che quindi vantavo un credito della stessa entità che ho chiesto, invano, mi venisse stornato dalle successive bollette ma mi è stato risposto dall'azienda che mi sarebbero stati restituiti 60 giorni dopo l'avvenuto pagamento delle bollette di marzo. Poi ho ricevuto un'altra cartella da 372, 28 euro da pagare entro il 21 marzo e, subito dopo, un'altra da 478, 62 euro da saldare due giorni dopo, entro il 23 marzo. In casa siamo in due con l'ausilio di un camino a legna e di una stufa a pellet». «E' vero che al call center - continua Marchetti - dopo un quarto d'ora d'attesa ti rispondono che le puoi dilazionare ma ricordo che siamo di fronte anche ad una popolazione anziana che non ha confidenza coi sistemi informatici e che spesso non sa che si può dilazionare. Inoltre mi sembra alquanto discutibile che Hera, alla fine dello scorso anno, abbia modificato alcuni contratti senza informare l'amministrazione comunale e i cittadini. Si tratterebbe di trovare soluzioni più indolore che coinvolgano periodi dell'anno diversi. Chiedo che il sindaco Gianni Padovani - conclude Marchetti - inviti in consiglio comunale il presidente di Hera a relazionare i cittadini su questo discutibilecomportamento. Si tratta di non pagare ma di trovare un sistema più congeniale che non metta in sofferenza le categorie più deboli».(l.g.)

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