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«Bondisti ‘speciali’? Non è detto sia uno svantaggio»

«Bondisti ‘speciali’? Non è detto sia uno svantaggio»

Il viceministro Zanetti risponde ai manifestanti ferraresi Aperture sui warrant. In 60 a Roma in bus, treno e auto

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Hanno voluto essere presenti a tutti i costi al presidio di fronte al ministero del Tesoro, gli azzerati Carife, non certo per far pubblicità al loro simbolo che ha per sfondo il Castello Estense. «Il nostro obiettivo era di presenziare all’incontro con i rappresentanti del governo per poter esporre le specificità del caso Carife, e qualche risposta interessante è arrivata» ha sintetizzato il coordinatore Mirko Tarroni, subito dopo essere uscito dagli uffici di via XX Settembre, a Roma. Tarroni faceva parte della ristretta delegazione, composta anche dai presidenti di Adusbef e Federconsumatori, e dai rappresentanti delle Vittime del Salva-banche, che è stata ricevuta in tarda mattinata dal viceministro Enrico Zanetti. «Anzitutto non si parla più d’intervento umanitario per quanto riguarda l’arbitrato nè di truffati, ma di intervento risarcitorio i cui criteri vanno definiti entro il 31 marzo, e di non corretta informazione sulla collocazione dei titoli - riferisce Tarroni - È una piccola apertura ma non ci basta: noi chiediamo l’integrale ristoro per gli obbligazionisti, e un intervento adeguato in favore degli azionisti, in quanto danneggiati dal Salva-banche». Gli azzerati Carife sono tra l’altro inseriti quasi per intero nella terza categoria di risparmiatori individuata di recente da Roberto Nicastro (Nuova Carife), cioè coloro che hanno acquistato bond prima del 2008, quando i rischi erano considerati quasi nulli. È un bene o un male? «Lo abbiamo chiesto a Zanetti, e la risposta è stata questa: non è detto che sia uno svantaggio» conclude l’azzerato.

Con i presidenti di Adusbef e Federconsum, poi, il viceministro ha lanciato segnali anche sulla possibilità di usare le plusvalenze delle vendite di good e bad bank a favore dei risparmiatori (ma prima bisognerà compensare le minusvalenze delle operazioni), e di intervenire anche dopo l’arbitrato. «Le aperture sono arrivate anche sul tetto superabile dei 100 milioni e warrant per gli azionisti, ma non accetteremo elemosine arbitrali» hanno ribadito Elio Lannutti e Rosario Trefiletti al termine dell’incontro.

Erano una sessantina i risparmiatori ferraresi presenti tra i 200 del presidio: al pullman partito alle 5 dalla città si è unito un gruppo guidato dal sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini («siamo al vostro fianco») e da singoli che si sono mossi con i mezzi propri. «La mobilitazione sta salendo di tono» è il bilancio di Tarroni. (s.c.)

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