La procura: condannate Carradori
Chiesti tre anni per il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, accusato a Bologna di concussione e falso
Per il pubblico ministero di Bologna Morena Piazzi, il direttore generale del Sant’Anna di Ferrara, Tiziano Carradori deve essere condannato a tre anni per falso e concussione Queste le richieste formulate ieri dall’accusa al processo sulle presunte pressioni al Gruppo Hesperia avvenute tra il febbraio e il giugno del 2013 quando Carradori ricopriva l’incarico di direttore generale dell’assessorato alla Sanita della Regione Emilia-Romagna. La procura ha anche chiesto la condanna a 2 anni e 8 mesi per Bruna Baldassarri, funzionaria dell’assessorato, accusata di falso, mentre ha chiesto l’assoluzione per l’ex assessore Carlo Lusenti. La sentenza del processo, che si tiene con rito abbreviato, è attesa per oggi.
Hesperia, parte civile, ha chiesto un risarcimento di quattro milioni tra danni materiali e morali subiti nella vicenda. L'indagine nacque da un esposto del gruppo, che si riteneva penalizzato dai criteri di accreditamento per l'alta specialità cardiochirurgica di alcune case di cura private in regione, che avrebbero favorito la realtà concorrente, il gruppo Sansavini. In un'udienza a porte aperte, con il consenso delle parti, l'accusa ha ricostruito un «crescendo di pressioni minacciose» tra febbraio e giugno 2013, quando poi la Regione e Hesperia firmarono l'accordo. «Un accordo - ha detto nella propria requisitoria il Pm - diverso e punitivo rispetto a quello sottoscritto da altri privati». La contestazione a Baldassarri e Carradori è di «aver abusato dei loro poteri, minacciando un danno economico ad Hesperia», con lo scopo «di favorire un soggetto privato strettamente legato ai vertici dell'assessorato alla Sanità regionale». 'Se continuate così perdete tutto il budget', è una frase che sarebbe stata detta al rappresentante del gruppo in uno degli incontri. «Sono queste minacce? Io ritengo di sì», ha detto il Pm, descrivendo «una condotta per spingere, costringere, mettere nell'angolo Hesperia». Che in seguito fece denuncia: nell'inchiesta, si è appreso in aula, inizialmente fu coinvolto anche l'ex presidente della Regione Vasco Errani, poi uscito con richiesta di archiviazione. Quanto alla situazione di Lusenti, secondo la Procura, non c'è prova della sua consapevolezza nel firmare l'atto ritenuto falso.
Al termine della requisitoria del pubblico ministero, ha preso la parola l’avvocato Alessandro Diddi, che rappresenta il Gruppo Hesperia costituito parte civile. La discussione è poi proseguita con le arringhe degli avvocati difensori Alessandro Gamberini, Nicola Mazzacuva e Mariano Rossetti.
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