«Palaspecchi, il progetto va avanti»
Luca Parnasi: riqualificazione troppo importante per la città, non ci fermiamo. Ci sono i presupposti per fare bene
Mentre a Padova l’atmosfera politica s’incendia attorno alla Intercantieri Vittadello, a qualche giorno dall’arresto per l’inchiesta Anas del capoazienda Sergio Vittadello, a Ferrara si sta rafforzando la fiducia sulla possibilità di rilanciare il progetto di Palaspecchi, di cui l’azienda veneta è perno. Con o senza Vittadello. Le parole di Luca Parnasi, a nome della proprietà dell’ex centro direzionale da risanare, ieri mattina sono state eloquenti: «Stiamo andando avanti con il progetto, lavoriamo ventre a terra per vederlo realizzato. L’arresto di Vittadello? Guardi, quel progetto è talmente importante per Ferrara che siamo assolutamente intenzionati a completarlo come operazione virtuosa, io poi mi sento ormai... mezzo ferrarese, tanto è il tempo che dedico alla città». La determinazione di Parnasi non s’incrina nemmeno di fronte alla scadenza del 31 marzo per la firma del protocollo d’intesa tra i soggetti realizzatori dell’intervento, oltre la quale c’è il rischio di perdere i finanziamenti pubblici garantiti dalla Cassa depositi e prestiti: «Non credo sia una questione di scadenze, visto che si sono spesi molto tempo e risorse per questo progetto». E la battaglia politica che si è scatenata attorno agli Specchi, con tanto di sconfinamenti ormai quotidiani all’interno dell’edificio? «Ripeto, l’obiettivo finale della riqualificazione di quell’area è talmente importante che passiamo sopra ad ogni altra questione. Ci sono i presupposti per fare bene» conclude Parnasi.
La proprietà del Palaspecchi, pur senza sbilanciarsi sulla direzione da prendere per scavalcare l’impasse Vittadello, ribadisce quindi la volontà di proseguire nel progetto di risanamento, mantenendolo tra le priorità della ristrutturazione del debito. È questa una delle due condizioni che il sindaco Tiziano Tagliani ha bisogno di vedere rispettate per potersi riprendere dalla “botta” giudiziaria, che colpisce uno dei potenziali partecipanti al fondo per la riqualificazione del Palaspecchi, oltre che il realizzatore del cantiere. L’altra condizione è, naturalmente, la conferma della disponibilità dei fondi pubblici, 34 milioni di euro, da parte della Cassa depositi e prestiti, anche oltre la scadenza del 31 marzo, che a questo punto difficilmente potrà essere rispettata. Si tratterebbe del secondo rinvio dopo quello di fine 2015, e in questi casi il rischio che i soldi prendano un’altra direzione diventa sempre più consistente con il passare del tempo.
Risulta siano in corso contatti per sondare la Cassa, è ipotizzabile anche un vertice tra i soggetti coinvolti nel progetto di costruire al posto del Palaspecchi case di edilizia pubblica e la caserma della Polizia municipale: oltre a Parnasi e la Cdp, anche i gestore di fondi Investire, l’Acer e lo stesso Comune. Oggi è attesa una presa di posizione della Intercantieri Vittadello, che nei giorni scorsi è finita sotto attacco per gli appalti veneti non solo dall’M5S, ma anche esponenti Pd, e deve appunto rispondere del Palaspecchi. La sua sostituzione come soggetto attuatore del progetto non è teoricamente impossibile, ma servirebbero mesi, 4-5 almeno. E nel frattempo diventerebbe necessario lo sgombero dagli abusivi e la recinzione, a carico del Comune.
Stefano Ciervo
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