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Parte il processo per danni a Carife

Parte il processo per danni a Carife

Il 19 maggio azione di responsabilità contro 31 ex dirigenti. «I 100 milioni, se riconosciuti, in cassa solo alla Nuova banca»

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Parte, ma nessuno lo sa, il processo davanti al Tribunale delle Imprese di Bologna dove si discute l’azione di responsabilità attivata dagli ex commissari Carife (Blandini e Capitanio) contro 31 ex dirigenti e amministratori della vecchia Carife ai quali vengono chiesti danni per 100 milioni di euro per la malagestione dell’istituto dal 2007 al 2013. La prima udienza si è celebrata la settimana scorsa, il 10 marzo, «udienza interlocutoria», dicono i legali delle parti, poi aggiornata al 19 maggio prossimo. In aula, durante l’udienza sono stati depositati i primi documenti ed è stata ufficializzata la costituzione delle compagnie assicuratrici chiamate in causa dagli ex amministratori Carife, assicurazioni che in caso di condanna dovranno far fronte alle richieste dell’azione di responsabilità. Particolare importantissimo per inquadrare ancor di più l’intera vicenda e l’accusa di malagestione mossa dagli ex commissari a chi ha amministrato Carife negli anni passati, all’azione risarcitoria contro i 31 ora si somma anche l’azione di responsabilità già attivata nel 2012 dalla Carife (gestione Lenzi-Forin) contro l’ex direttore generale Gennaro Murolo. Ricordiamo, infatti, che nell’elenco dei 31 ex amministratori ai quali vengono chiesti i 100 milioni di danni non figurava Murolo, proprio perchè la sua posizione aveva un percorso giudiziario autonomo. Ora invece, saranno tutti insieme davanti al tribunale delle imprese. Sullo sfondo di tutto resta però un interrogativo: in caso di condanna contro gli ex amministratori, da chi verano incassati i 100 milioni della contesa giudiziaria?

Risponde in modo diretto il professore Francesco Gennari, legale di Carife. Anzi di Nuova Carife. «Sì - spiega il legale - l’azione attivata lo scorso anno dai commissari è stata assorbita da Nuova Carife. I 100 milioni? Stando al dettato legislativo e trattandosi di materia nuova e, diciamo, quasi sperimentale vista l’assenza di precedenti, al momento i 100 milioni saranno attribuiti a Nuova Carife». Dunque, non vi sarebbero possibilità per vecchia Carife di poter accedere a queste risorse per far fronte, eventualmente, alla richiesta dei risparmiatori “azzerati” dal decreto del Salvabanche. Si tratta di ipotesi, come ha sottolineato il legale, per una materia in evoluzione. E i tempi di definizione? «Lunghi» taglia corto il professor Gennari. Per poter entrare nel merito della vicenda occorreranno al minimo 6 mesi, prima di entrare nel vivo della contesa tra Nuova Carife e vecchi amministratori. E poi, si ricordi, ci sono tre gradi di giudizio.

Daniele Predieri

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