Per le donne di male in peggio
"Trivella tua sorella". Quando la creatività (non) fa ridere
“Trivella tua sorella, il 17 aprile vota Sì”. Sullo sfondo una torre a traliccio
nera che gronda petrolio, sulla sinistra la sagoma di un donna a quattro zampe. L’ennesima battuta da basso profilo Facebook? No. È il logo creato per invitare a votare Sì al referendum del 17aprile contro le trivellazioni in mare, partorito dalla mente “geniale” di un creativo. L’agenzia di comunicazione è la Be Shaped. Qualcuno posta immediatamente il manifesto accompagnato dalla tipica risata da tastiera, qualcun altro si arrabbia e il Comitato contro le trivelle prima si dissocia, poi chiede di ritirare la campagna ritenendola profondamente offensiva.
Ma qual è il nesso tra l’immagine e il messaggio che si vuole lanciare? A spiegarlo, sono sempre i cervelli della Be Shaped. “Nostro intento era quello di associare lo stupro che si vuole fare dei nostri mari, per motivi legati esclusivamente agli interessi economici di pochi, alla violenza che viene usata contro il corpo di una donna. Se vuoi stuprare il nostro mare, cui siamo legati per cultura, tradizione, amore viscerale, perché allora non fai la stessa cosa a tua sorella, intesa come una persona alla quale sei intimamente legato, alla quale non faresti mai del male? Questo era il senso per noi dell’operazione”. Di male in peggio. Be Shaped si è giustificata di fronte alle accuse di sessismo sostenendo che “il messaggio non è stato adeguatamente compreso”. Una battuta che nemmeno al bar dello Sport, una tristissima rima baciata accompagnata dalla tipica immagine da post da condividere in gruppi di soli uomini che soli resteranno per tutta la vita. Gli stessi che appena una settimana fa, per l’8 marzo, hanno riempito le loro e le nostre bacheche di mimose virtuali, accompagnate da frasi lampeggianti stile insegna di motel di bassa lega che esortavano al rispetto delle signore tutti i giorni dell’anno. Gli stessi che gridano alla morte degli stranieri che non rispettano le “loro” e le “nostre” donne. Gli stessi che una donna incinta non può essere sindaco e se brutta e grassa la politica non fa per lei. E giù a ridere, continuando a rubare dignità a mamme, donne e figlie. E allora fatevela un’altra risata e magari andate anche a votare, adesso che sapete che c’è un referendum.
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