Prodotti certificati, una grande miniera
Ferrara al top in Italia con 18 marchi Dop e Igp. Strategie di valorizzazione in un convegno con l’europarlmentare De Castro
La provincia di Ferrara, con 18 prodotti certificati dall'Unione europea, è tra i leader assoluti a livello nazionale per le produzioni di qualità. Un patrimonio che la Camera di Commercio, insieme alle istituzioni, al sistema di rappresentanza e agli imprenditori, intende continuare a valorizzare al meglio, attraverso azioni coordinate per far crescere ancora un settore che vale già oggi, in Italia, 13,5 miliardi di euro. Di questo e di strategie per il futuro si è parlato al convegno “Dop e Igp: elementi strategici di sviluppo del territorio. Ma da soli bastano?” promosso da Camera di Commercio con il patrocinio del Mipaf e della Regione.
Dopo l'apertura affidata al presidente Paolo Govoni e al presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, è stato l'economista Guido Caselli, responsabile dell'Ufficio studi di Unioncamere Emilia-Romagna, a introdurre gli elementi d'analisi sul Sistema agroalimentare provinciale.
Caselli ha riportato alcuni dati indispensabili per collocare la provincia all'interno del sistema agroalimentare sottolineando che «Ferrara è la 54ª provincia in Italia per valore aggiunto totale, 19ª per valore aggiunto dell'agricoltura. In Italia l'agricoltura contribuisce alla creazione del valore aggiunto per il 2,2%. A Ferrara - continua Caselli - la percentuale è del 5,8%, 15ª provincia in Italia, 3ª dell'Italia settentrionale (Mantova e Cremona). Negli anni della crisi il valore aggiunto totale di Ferrara è diminuito, quello dell'agricoltura invece è aumentato (16ª provincia italiana per crescita) e nei prossimi tre anni l'economia ferrarese dovrebbe crescere del 4,3%. Nello stesso periodo l'agricoltura ferrarese è prevista in crescita del 1,2% (59ª in Italia)».
La strada maestra da seguire per Caselli è quella dell'export attraverso un ripensamento positivo delle nostre peculiarità produttive in un contesto di maggiore conoscenza dei mercati esteri e le relative opportunità commerciali.
Per Paolo De Castro, componente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, è indispensabile investire sulla competività delle imprese agricole soprattutto sui mercati esteri: «tutto ciò che si poteva fare per le imprese agricole in Italia - sottolinea l'ex Commissario Europeo all'Agricoltura - dal punto di vista della modernità e della meccanizzazione è stato fatto, oggi il problema da risolvere è come immettere il prodotto finito sul mercato e in particolar modo sul mercato estero, noi siamo bravi a far qualità un po' meno a venderla e a prezzi alti».
«lo spazio che le nostre imprese fanno fatica a cogliere - continua De Castro - è sicuramente causa delle dimensioni organizzative delle nostre strutture preposte alla vendita dei prodotti agricoli e dell'arretratezza che paghiamo nei confronti di paesi come Spagna e Francia».
«Siamo stati bravi - conclude De Castro - a lavorare dentro l'azienda , adesso dobbiamo tirare fuori le nostre eccellenze, le Dop, le Igp, e arrivare dove la domanda di prodotto Made in Italy è richiesta. Il mondo oggi chiede molto più prodotto italiano di quanto noi siamo capaci di dare». I lavori sono stati conclusi dalla tavola rotonda alla quale hanno preso parte Alberto Ventura, Servizio percorsi di qualità, relazioni di mercato e integrazione di filiera Regione Emilia-Romagna, Stefano Calderoni, presidente Cia di Ferrara, Sergio Gulinelli, presidente Coldiretti Ferrara, Piercarlo Scaramagli, presidente Confagricoltura Ferrara, e Andrea Benini, presidente Alleanza cooperative italiane) e coordinata da Alessio Romeo, giornalista de Il Sole24Ore.
Lauro Casoni
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