FERRARA
Il tribunale confisca Villa Gulinelli-Filangeri di San Bartolomeo
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Villa FilangeriIl sequestro di beni per 13 milioni (il valore della struttura ricettiva e altri immobili) a carico di Paolo Lazzari. Per gli inquirenti è un pluripregiudicato e nullatenente. Il provvedimento chiesto per pericolosità sociale e differenza tra beni e dichiarazioni dei redditi: è un evasore totale. La difesa ha annunciato appello
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FERRARA - I beni sequestrati ad un imprenditore ferrarese sono in realtà immobili di valore: primo tra tutti Villa Gulinelli-Filangeri con tutte le pertinenze, il Relais per cerimonie, 14 appartamenti, un parco secolare, piscine, più altri immobili in cento. La confisca è stata notificata a Paolo Lazzari, imprenditore ferrarese di 68 anni, definito dagli inquirenti un evasore totale e nullatenente: tutti i beni confiscati sono riconducibili a lui nonostante abbia presentato l'ultima dichiarazione dei redditi nel lontano 1997.
Paolo Lazzari ha avuto condanne per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico e calunnia ma i suoi legali che stanno studiando il provvedimento di confisca dei beni per 13 milioni (pressochè il valore di Villa Gulinelli-Filangeri), hanno già annunciato appello contro la decisione del tribunale.
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E’ stato ricordiamo il Nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme gialle ferraresi a sequestrare e porre in confisca, villa e immobili. Villa Gulinelli è una dimora storica che risale al 1500, poi rimaneggiata e ricostruita dopo la seconda guerra perchè bombardata e si compone di villa padronale con parco e piscina e altri tre corpi di fabbrica, tra cui un Relais 7 stelle, con decine di appartamenti nonché di altre abitazioni in pieno centro a Ferrara.
L’indagine che ha portato il procuratore capo Bruno Cherchi a richiedere l’emissione del provvedimento, ha permesso di ricostruire tutte le ricchezze illecitamente accumulate da Lazzari che attraverso una fitta rete di società (anche estere) create ad hoc e amministratori compiacenti ha più volte venduto e ricomprato i cespiti confiscati per impedire l’aggressione del patrimonio immobiliare allo stesso riconducibile.
Le indagini - spiegano gli inquirenti - hanno consentito di accertare che le operazioni di compravendita e di dazione dei mutui fondiari (ottenuti sulla base di false perizie per aumentare il valore degli immobili) erano state attivate, le prime per frodare il fisco e le seconde per ottenere ulteriori liquidità da investire in altri affari.
La provenienza illecita del denaro utilizzato per acquisire il consistente patrimonio immobiliare e la notevole e ingiustificata differenza fra beni posseduti ed il reddito dichiarato dalla persona indagata, sono i motivi che hanno permesso al Tribunale di Ferrara di emanare la misura di prevenzione patrimoniale, che trae i suoi fondamenti dalla legge antimafia. Una norma con cui il legislatore ha voluto colpire le persone (non solo mafiose) ma anche quelle “socialmente pericolose” che sulla base di elementi di fatto, siano abitualmente dedite a traffici delittuosi e dispongano direttamente o indirettamente di beni. Beni il cui valore è sproporzionato al reddito dichiarato o all'attività economica svolta o quando, sulla base di sufficienti indizi, si può ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.
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