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Caso Hesperia, assolto Carradori

Caso Hesperia, assolto Carradori

Regione, accuse cadute contro l’ex direttore generale dell’assessorato alla sanità, una dirigente e l’ex assessore Lusenti
Il manager Carradori: sentenza che parla sa sè

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FERRARA. Assolti perché il fatto non sussiste. Il giudice del tribunale di Bologna, Rita Zaccariello, ha fatto cadere ieri ogni accusa nei confronti dell’ex direttore generale dell’assessorato alla Sanità della Regione, Tiziano Carradori, attuale direttore generale del Sant’Anna, della funzionaria dello stesso assessorato Bruna Baldassarri e dell’ex assessore regionale alla Sanità Carlo Lusenti. I tre erano finiti sotto accusa nel processo per le pressioni, denunciate dal gruppo Hesperia, sui criteri di accreditamento delle cliniche private in regione per l’alta specialità cardiochirurgica. Un’azione che avrebbe avvantaggiato il gruppo concorrente, Sansavini.

Carradori e Baldassarri rispondevano di concussione, Carradori anche di falso assieme a Lusenti, per il quale la stessa accusa aveva chiesto l'assoluzione (3 anni invece la richiesta per Carradori e 2 anni e 8 mesi per Baldassarri).

«Era un processo fondato sulla sabbia - il commento finale di Alessandro Gamberini, difensore dell'ex dg dell'assessorato alla Sanità - Rimango meravigliato che la promozione dell’azione penale, che ha conseguenze anche traumatiche, avvenga su basi così inconcludenti». L’avvocato Nicola Mazzacuva, che insieme a Gamberini ha difeso Carradori e con l'avvocato Mariano Rossetti ha assistito Lusenti e Bruna Baldassarri, ha sottolineato che «purtroppo il processo si gioca nelle indagini preliminari e quando si arriva in aula il cittadino ha già subìto un processo anticipato».

Soddisfatto l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Sergio Venturi: «Il nostro sistema di accreditamento - ha detto - è trasparente e condiviso, governato con accordi chiari e verificabili, sottoscritti da tutte le parti». Di tutt’altro avviso il giudizio di Alessandro Diddi, parte civile per Hesperia Hospital: «Come tutte le sentenze anche questa deve essere rispettata anche se, a nostro avviso, essa non è assolutamente condivisibile. I precedenti responsabili dell'assessorato alla Sanità hanno utilizzato due pesi e due misure, non riconoscendo ad Hesperia fondi dirottati ad altre strutture sanitarie prive dei requisiti di legge necessari per garantire la sicurezza del paziente».

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