Da Borso d’Este a Kesserling Delizia e comando tedesco
E’ uno dei gioielli del patrimonio culturale e urbanistico di Ferrara, la ex Villa Gulinelli-Filnageri a Montesanto. Una struttura di ricezione alberghira presente in tutti i motori di ricerca del...
E’ uno dei gioielli del patrimonio culturale e urbanistico di Ferrara, la ex Villa Gulinelli-Filnageri a Montesanto. Una struttura di ricezione alberghira presente in tutti i motori di ricerca del web che offrono ospitalità e in cui celebrare avvenimenti, matrimoni in testa. Tra le strutture ricettive un Relais 7 stelle, recitano i siti, che ne ricordano anche la storia plurisecolare. Una storia del complesso immobiliare ora al centro della contesa giudiziaria tra inquirenti e reale proprietario - confiscata dal tribunale - che va indietro al 1500. E’ citata nelle cronache sin dai tempi di Borso d'Este, quando il duca di Ferrara decise di costruire la piccola Delizia nei pressi di una collinetta artificiale e la località cambiò il suo nome da Camposanto in Montesanto. E’ appartenuta anche ai frati di San Domenico e venne incamerata con le adiacenze all'epoca della Rivoluzione francese; passò poi, col vasto latifondo vicino, al conte ferrarese Masi. Ne secoli tanti cambi di proprietà, famiglie Pio, Calcagnini, Bevilacqua e, dalla metà dell'Ottocento fu dei conti Gulinelli di Ferrara, che la trasformarono in un castelletto in stile anglo-sassone con quattro torri angolari circondato da un parco di cinque ettari con piante secolari. Verso il 1880 il proprietario di allora, il conte Luigi Gulinelli, agricoltore e allevatore di pregiate razze equine, la trasformò nell'inglese Colonial style innalzandovi attorno depandances e creando appunto il parco. E’ anche in quell’epoca che la villa fa la storia dell’auotomibile poichè, all’inizio del '900, qui venne creato il simbolo del lusso made in Italy , la "Bugatti".
I primi esemplari di auto furono finanziati in parte dalla famiglia Gulinelli, due modelli che diedero l’inizio all’industria famoso oggi in tutto ilnondo. Poi durante la seconda guerra mondiale fu sede di un comando tedesco, dove venne ospitato anche Kesserling, e poi istrutta dai bombardamenti e quindi ricostruita. Per finire oggi come relais 7 stelle sui motori di ricerca. E adesso negli atti giudiziari.
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