La nuova tangenziale e il vecchio ponte, due facce della viabilità ferrarese in copertina
La giunta fa l'ultimo sopralluogo prima dell'inaugurazione con il ministro Delrio, Fratelli d'Italia manifesta a Pontelagoscuro
FERRARA. Dalla tangenziale, nuova e in procinto di essere inaugurata dal ministro Graziano Delrio, al ponte, vecchio, che unisce Ferrara e Santa Maria Maddalena. Così lontane, ma anche così vicine, le due infrastrutture sono state protagoniste di due diverse iniziative, altrettanto di segno opposto. Due foto, due commenti, due storie interpretate in modo diseguale. Eccone i protagonisti e i loro pensieri, arrivati entrambi sul posto: da una parte il rappresentante di giunta assieme al primo cittadino per una foto-ricordo, dall'altra una delegazione di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Ferrara, insieme ai propri omologhi di Occhiobello, per un sit-in con volantinaggio.
Questo il racconto dell'assessore Aldo Modonesi: «Quando vedi che una storia lunga, travagliata (e molto italiana…) come quella della Tangenziale Ovest va a buon fine dopo anni di sforzi e attenzioni, beh credetemi, son soddisfazioni. Una storia iniziata con una corsa a Roma il 31 dicembre 1997, fatta dall’allora assessore Vainer Merighi, per consegnare all’ultimo minuto all’Anas il progetto in modo da poterlo inserire nella programmazione delle infrastrutture nazionali. Poi la gara d’appalto vinta nel 2001 dalla Cir, due anni di lavori poi il fallimento del gruppo Costruttori e lo stop al cantiere, lasciato per anni con i ferri dei piloni ad arrugginirsi in via Ferraresi. Quindi il riavvio della procedura nel 2008, il nuovo progetto e la nuova gara nel 2009 vinta dalla Coopsette, il solito (ferraresissimo) ricorso al Tar che blocca tutto per altri due anni. I lavori che finalmente partono nella primavera del 2012. L'apertura del primo tratto, da via Modena a via Beethoven, in una nebbiosa (e ferraresissima) mattinata il 18 dicembre 2014. Il cantiere che va avanti, meno spedito del previsto, le prime avvisaglie dei problemi della ditta, quindi la notizia della liquidazione di Coopsette a ottobre con l’ennesimo stop al cantiere, a pochi metri di asfalto dalla conclusione. Poi il liquidatore che, grazie anche al lavoro ai fianchi fatto da noi, Regione e LegaCoop, che decide di ripartire a gennaio e di finire quel poco che rimane del cantiere. E finalmente lunedì 21 marzo la Tangenziale apre. Otto chilometri nuovi, attesi da sempre, che cambieranno in meglio la viabilità della nostra città. Permettendoci in dieci minuti di andare dal casello di Ferrara Nord a quello di Ferrara Sud. Evitando a macchine e camion code e semafori. E passaggi all’interno della nostra città. Oggi l’ultimo sopralluogo a cantiere ancora aperto con il sindaco Tiziano Tagliani, con la foto sotto uno dei cinque nuovi cavalcavia. E i pollici in su. Per noi e per Ferrara».
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E questo il racconto di Paolo Spath: «L’iniziativa posta in essere ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza, ma anche e soprattutto chi può prendere decisioni in merito ai lavori concernenti questa opera infrastrutturale. Riteniamo che l'attuale Ponte, che risale al 1949, sia diventato obsoleto ed inadeguato per sopportare la mole di traffico del 2016. Siamo disponibili a fare la nostra parte, perché questa arteria centrale della viabilità, che collega Ferrara a Occhiobello, Emilia Romagna e Veneto, sia migliorata e adeguata. Non siamo sordi alle ragioni delle associazioni che si sono espresse, comprendiamo la loro necessità di guardare al contingente, alla quotidianità visto l'impegno di dover potere avanti un esercizio commerciale, per noi sono degli eroi quotidiani. Riteniamo però che un collegamento migliore, che un ponte ampliato possa trasformarsi in un volano e creare nuove opportunità anche per chi fa commercio. La politica ha il compito di essere lungimirante e guardare al futuro, capire dove è possibile aprire nuove strade». E conclude il consigliere comunale ferrarese: «Ferrara e Occhiobello sono territori fortemente vicini, molti ferraresi vivono a Santa Maria Maddalena e Occhiobello e si spostano a Ferrara per lavorare e andare a scuola o andare a fare un giro nei negozi della piazza, e molti ferraresi trovano lavoro, cure, interessi nel vicino Polesine di cui Ferrara ha il dovere di essere un punto di attrazione. E' quindi opera questa che riteniamo basilare. Su questo punto la politica deve convergere, stando alle dichiarazioni riportate dalla stampa, almeno sull’inadeguatezza di questa infrastruttura, sembrano concordare. Il 21 marzo sarà a Ferrara il ministro Delrio, su questo bisognerà far quadrato per il nostro territorio, lasciando da parte le divisioni di politiche, e le logiche del mero tornaconto di partito. Noi, in modo responsabile, siamo già a lavoro».
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