«Non riconoscono i nostri diritti»
Famiglie Arcobaleno contro il Forum provinciale delle Famiglie
L’associazione Famiglie Arcobaleno attacca frontalmente il Forum provinciale delle famiglia, organizzazione costituita da diverse realtà di matrice cattolica, ma forse il vero obiettivo è il sindaco Tagliani, che recentemente ha ricevuto i rappresentanti del Forum.
«Famiglie Arcobaleno - scrivono Roberta Zangoli e Henry Gallamini - condivide la necessità che, nella nostra città, venga intrapreso un serio percorso di ricerca che coinvolga l'Amministrazione locale, l'Università e tutte le forme di associazionismo familiare, al fine di individuare soluzioni concrete e finalizzate al rilancio delle politiche di sostegno alle famiglie nel nostro territorio. Tuttavia - ecco il primo affondo - ci stupisce e preoccupa che questo invito giunga da una realtà quale il cosiddetto e autoproclamato "Forum provinciale delle Famiglie" che, in netta antitesi coll'ecumenismo di cui il nome cerca di ammantarsi, riunisce al suo interno alcune sigle di ispirazione ultra-conservatrice se non reazionaria».
I due esponenti delle Famiglie Arcobaleno rammentano al riguardo che «detto "Forum" oltre a non essere per nulla rappresentativo della pluralità delle realtà familiari della nostra Provincia, si è strenuamente battuto contro il percorso partecipato "Nuovi diritti/Nuove famiglie", organizzato l'anno scorso dall'Amministrazione Comunale, e si è adoperato affinché non venissero conferito alcun riconoscimento, anche in ambito locale, alle nuove forme familiari, comprese quelle omogenitoriali» oltre ad aver «preso pubbliche posizioni sia contro il ddl sulle unioni civili, sia alimentando la psicosi sulla cosiddetta "ideologia gender».
Per le Famiglie Arcobaleno «non è sufficiente parlare solamente di "scarsa natalità": la demografia da sola non basta (detto per inciso: il tasso di "fertilità" delle famiglie arcobaleno è superiore a quella nazionale...), ma serve una idea di società e dei rapporti familiari all'altezza delle sfide del nostro tempo e delle questioni poste dalla contemporaneità».
Zangoli e Gallamini propongono altre domande: «È giusto che le famiglie in cui uno o più genitori sono omosessuali subiscano delle discriminazioni? È giusto che i bambini figli di omosessuali non godano di diritti uguali agli altri? Volete voi vivere in una società che discrimina figli omosessuali? Volete voi che i bambini figli di omosessuali siano discriminati?».
Infine tirano in ballo Tagliani: «Ricordiamo al Sindaco Tagliani e al "Forum" che siamo ancora in attesa di vedere i risultati attuativi di quel percorso partecipato che potrebbe darci, come famiglie omogenitoriali, quel minimo di riconoscimento che anche con il ddl sulle unioni civili ci verrà negato. Siamo cittadini italiani e famiglie che pagano le tasse ma che sono discriminate quando portiamo i nostri figli a scuola, in ospedale o negli uffici pubblici». Famiglie Arcobaleno ritiene di «non poter lasciare la parola "famiglia" a chi pensa di poterla brandire contro le altre forme familiari, di cui le famiglie omogenitoriali sono solo un tipo tra tante, ma ritenute da alcuni "diverse" e "quindi" non meritevoli di tutela».
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