‘Patto per il territorio’ i sindaci ora ci puntano
Sarà inserito nei criteri di vendita: 80% di raccolta reinvestita, forse i warrant Task force di 36 dipendenti per fornire le carte ai risparmiatori in arbitrato
È stato il “pacchetto per il territorio”, chiamato anche patto per il territorio nell’incontro con i giornalisti, il punto focale dell’incontro tra i vertici di Nuova Carife e i sindaci ferraresi, ieri mattina nella sala dell’ex consiglio provinciale. Sarà uno dei criteri da valutare nell’offerta dell’acquirente, «entro l’estate prossima» c’è scritto nel comunicato conclusivo dei sindaci. E il bondenese Fabio Bergamini ha anche rivelato che dovrebbe contenere la clausola del reinvestimento dell’80% del denaro raccolto in provincia di Ferrara. Roberto Nicastro, presidente di Nuova Carife, si è invece «riservato circa l’ipotesi di ripescare l’opzione warrant in favore dei risparmiatori ferraresi», all’interno di questo pacchetto. Sulla vendita restano comunque diverse incognite, a partire dai tempi, «praticamente la metà rispetto a quelli normalmente usati per la cessione di una banca - hanno preso atto i sindaci - Tema sul quale, peraltro, è in corso un confronto con Bruxelles per avere maggiori margini». In ogni caso, è stato sottolineato nell’incontro, la procedura aperta con la risoluzione ha consentito di evitare una ben più traumatica liquidazione.
Obiettivi della cessione, dal punto di vista del territorio, sono «la sicurezza ai portatori d’interesse (i clienti) e la celere preparazione delle carte per i risparmiatori per agevolare al massimo le operazioni d’indennizzo». Ci sono 36 persone a tempo pieno per predisporre la documentazione entro il 31 marzo, «tempi brevissimi» anche per la consegna allo sportello delle carte. Soldi ai risparmiatori dalle plusvalenze delle vendite di bade good bank? Al momento è prematuro, ha risposto Nicastro.
Lo stato di salute della banca, al momento, è buono dal punto di vista patrimoniale, mentre «più critico è lo stato di redditività della banca, che presenta ancora un rapporto squilibrato tra costi e ricavi, dovuto sia a ragioni di tipo strutturale (tassi di mercato negativi), sia a specifiche della banca». Intanto sono stati tagliati del 31% i costi generali tra rinegoziazioni dei contratti d’utenza, riduzione benefit e accordi sindacali sugli esodi.
Al dibattito hanno preso parte Tiziano Tagliani, lo stesso Bergamini, Barbara Paron (Vigarano), Andrea Marchi (Ostellato) e Sergio Provasi (vicesindaco di Comacchio). (s.c.)
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