Villa Gulinelli confiscata dal tribunale
Provvedimento preventivo contro Paolo Lazzari, per i giudici pericoloso socialmente e nullatenente perché non ha redditi
Di professione, come lo dipingono gli inquirenti - procura e Guardia di finanza di Ferrara -, fa il bancarottiere, l’evasore, froda il fisco. Sulla carta non ha nessun patrimonio, è “nullatenente”, ed è ritenuto un evasore totale. L’ultima sua dichiarazione dei redditi risale al lontano 1997, e da allora in poi, fino ad oggi, in poco meno di 20 anni ha dichiarato redditi per soli 3000 euro (sì, tremila, non è un errore). Però, a Paolo Lazzari, 68 anni, imprenditore ferrarese, il tribunale di Ferrara ha confiscato - decisione che non ha precedenti nel tribunale cittadino - un patrimonio immobiliare conteggiato in 13 milioni di euro. I giudici sono arrivati a questa decisione su richiesta della procura cittadina e del procuratore capo Bruno Cherchi che hanno coordinato le indagini della Guardia di Finanza, e la confisca riguarda il complesso immobiliare di Villa Gulinelli-Filangeri a Montesanto, alle porte di Ferrara, dimora storica del ’500, poi ampliata nei secoli che vanta una villa padronale con parco e piscina e tre corpi di fabbrica con decine di appartamenti nonché di altre abitazioni in pieno centro a Ferrara: patrimonio immobiliare che ora verrà affidato ad un custode giudiziario. I giudici del tribunale di Ferrara (Marini, Testoni e Attinà, sezione speciale, misure di prevenzione) hanno applicato a Lazzari gli stessi principi che fanno scattare sequestri a mafiosi. La legge, cosidetta antimafia, viene applicata sno solo a mafiosi, ma anche a persone ritenute “socialmente pericolose”, perchè abitualmente dentro affari e traffici illeciti e che dispongano di beni di cui non si conosce l’origine. Nella motivazione del tribunale di Ferrara si spiega che alla base della decisione adottata ci è la provenienza illecita del denaro utilizzato per acquisire il patrimonio immobiliare di Villa Gulinelli e la notevole e ingiustificata differenza fra i beni posseduti e il reddito dichiarato dalla persona indagata. Princìpi che sono il fulcro della legge antimafia, per aggredire indagati ancor prima che vengano processati e condannati. Questo è il caso di Lazzari che - ricordiamo a scanso di equivoci - è persona libera, non ha provvedimenti di custodia a carico se non diversi processi pendenti tra Ferrara, Padova e Milano. Questo al presente, perchè in passato ha collezionato condanne e processi per bancarotta fraudolenta, evasione e frode fiscale, turbativa d’asta, falso in atto pubblico e calunnia, alcune incassate proprio qui a Ferrara. Ma come replicano i modo deciso i suoi legali, l’ultima condanna definitiva risale al lontano 1993. Resta il patrimonio: secondo indagini e conteggi degli inquirenti, i suoi beni ammontano a 13 milioni di euro (il valore di Villa Gulinelli-Filangeri più altri immobili), nascosti tramite società e prestanomi, riconducibili però a lui. L’indagine che dura da oltre uh anno ha portato il procuratore capo Bruno Cherchi a richiedere l’emissione del provvedimento dopo gli accertamenti della Finanza che hanno permesso di ricostruire le ricchezze illecitamente accumulate da Lazzari che viene definito un “pluripregiudicato”e che attraverso una fitta rete di società (anche estere) create ad hoc e amministratori compiacenti ha più volte venduto e ricomprato i beni confiscati per impedire l’aggressione del patrimonio immobiliare allo stesso riconducibile. Le indagini hanno consentito di accertare che le operazioni di compravendita e di accollo dei mutui fondiari (ottenuti sulla base di false perizie per aumentare il valore degli immobili) erano state attivate, r frodare il fisco e per ottenere soldi da investire in altri affari.
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