«C’è sempre più droga tra i giovani»
Il questore Sbordone fa il punto sulla zona Gad dopo la riunione dei cittadini: la “bonifica” comunque sta dando frutti
Dopo le risposte dell’assessore Modonesi per conto del Comune ai cittadini residenti, è il questore Antonio Sbordone che parla a ruota libera della situazione alla Gad dopo la riunione dei cittadini.
«Innanzitutto - precisa il capo della Polizia ferrarese - vedo sempre in maniera favorevole il ruolo delle associazioni, anche se ho più volte ribadito che questa cittadinanza attiva dovrebbe fare un ulteriore salto di qualità. Occorre infatti una presenza più costante nel quartiere e in vari orari della giornata. Anche l’amministrazione comunale e le istituzioni potrebbero organizzare maggiori iniziative e con più continuità nella zona».
A suo avviso quale sarebbe il problema principale per la Gad?
«Il problema principale alla Gad rimane lo spaccio di droga ed è un fenomeno cittadino, concentrato soprattutto in questo quartiere e che coinvolge purtroppo sempre più giovani. Stupefacente che non costa tantissimo per cui molti hanno la possibilità di comprarlo».
Gli ultimi blitz soprattutto tra i giovani confermano questa emergenza.
«Infatti. Per questo stiamo facendo azioni mirate anche nelle scuole, con la collaborazione dei presidi per arginare questo fenomeno e per limitare il consumo della droga. Per fortuna molti dirigenti scolastici e anche genitori hanno capito l’importanza di questo tipo di prevenzione che va fatto per tutelare i giovani e stroncare il mercato della vendita di stupefacenti».
Come sta procedendo il contrasto allo spaccio di droga?
«L’obiettivo, come forze di polizia, è quello di bonificare la Gad, nel senso di costringere gli spacciatori ad allontanarsi dai soliti ritrovi e dalla zona».
Andranno da altre parti, però?
«Sicuramente, ma intanto occorre infliggere colpi a queste organizzazioni per farle spostare da un territorio cerniera tra la stazione e il centro storico. Abbiamo avuto dei segnali positivi in questi ultimi mesi, aumentando la sorveglianza, i controlli, la presenza in genere nella Gad e non solo».
A volte il vostro lavoro viene però vanificato da normative che rimettono in libertà gente che poi ritorna a delinquere...
«A mio avviso occorrono nuovi strumenti normativi alla luce anche dell’intensificarsi del fenomeno dell’immigrazione che non riguarda solo Ferrara ma è a livello globale. Auspico di avere sempre più la possibilità di avere normative in grado di distinguere i buoni dai cattivi. Con provvedimenti che puniscano con efficacia chi commette reati, questo anche per la tutela stessa delle varie etnie. Non è vero ad esempio che i nigeriani siano tutti spacciatori e quelli di altre nazionalità tutti dei ladri e deliquenti».
Come Polizia state facendo il massimo?
«Direi proprio di sì. Come ho già ribadito più volte stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per contrastare il fenomeno e far rispettare la legalità in quel quartiere, ma non solo, anche in tutta la città. La collaborazione con i cittadini e le istituzioni per far questo è indispensabile».
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