«Perché a Ferrara vince sempre Camelot?»
«Ma perché a Ferrara vince sempre Camelot?» La domanda, oltre che l'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, se l'è fatta più giornalisticamente anche Mario Giordano nel suo ultimo libro...
«Ma perché a Ferrara vince sempre Camelot?» La domanda, oltre che l'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, se l'è fatta più giornalisticamente anche Mario Giordano nel suo ultimo libro "Profugopoli" (Mondadori). Il direttore del Tg4 parla della cooperativa sociale di casa nostra ricostruendo le storie di «quelli che si riempiono le tasche con il business degli immigrati», come si enfatizza in copertina. L'affiancamento della vicenda estense a quella, del tutto diversa per giro d'affari e risvolti penali, delle coop romane di Salvatore Buzzi non è dei più benevoli. Sulla scorta degli articoli della Nuova Ferrara, Giordano ne sintetizza i passaggi principali: gli appalti vinti in serie, l'inchiesta della procura, l'autodenuncia degli assessori Massimo Maisto e Simone Merli (il primo fondatore e l'altro ex dipendente della coop) i quali contrattaccarono dicendo «indagate su di noi, siamo puliti». Senza tralasciare la lettera spedita in municipio da Cantone che denunciò «una sorta di esclusiva nel campo di assistenza degli immigrati» e un quadro che «presenta elementi di opacità». Riportata anche la nota replica di Camelot: «Che volete da noi? Siamo i più competenti e ci sappiamo fare». (f.t.)
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