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I lavoratori: siamo molto preoccupati

Tra i tanti intervenuti ieri alla manifestazione contro la politica industriale di Eni, con la presenza di lavoratori di Porto Marghera, Novara, Ferrara, Ravenna, Mantova, Milano, anche un giovane di...

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Tra i tanti intervenuti ieri alla manifestazione contro la politica industriale di Eni, con la presenza di lavoratori di Porto Marghera, Novara, Ferrara, Ravenna, Mantova, Milano, anche un giovane di 25 anni, Mattia Baracca, della Versalis di Mantova. «Lavoro in Versalis da 4 anni. Se chiudono lo stabilimento potrei anche riuscire a ricollocarmi sul mercato del lavoro, ma chi ci lavora da 30/40 anni, che fine farà? I nostri timori sono due: non si sa chi ci acquisterà, e con quali garanzie; spesso poi chi acquista se ne va senza fare le bonifiche, facendo così ricadere il costo sui cittadini. La cosa grave è che non c'è stata risposta dal governo. Non c'è un piano b, a noi cosa rimane dopo? Versalis è in positivo, perché dobbiamo essere svenduti?», conclude amareggiato. Il segretario provinciale Filctem di Mantova Santo Pietro, ribadisce «la preoccupazione per come Eni sta gestendo la situazione. Manca chiarezza di prospettiva per un comparto fondamentale per il paese e il territorio. Vogliono cedere assetti per 7 miliardi, e prima lo comunicano al mercato, poi ai lavoratori. Così siamo trattati da sudditi. Ma il petrolchimico è degli italiani, non di Eni o di Descalzi. Chiediamo che intervenga la Cassa Depositi e Prestiti, come è accaduto per l'Ilva di Taranto, che è privata». Guido Cacchi, segretario provinciale Uiltec, evidenzia che «si sta svendendo un comparto fondamentale dell'industria italiana. Come lavoratori manifestiamo la necessità di avere una prospettiva certa per il domani, e possiamo averlo solo con garanzie dallo Stato. Ma fino ad ora c'è stato silenzio. A livello locale le istituzioni ci sono vicine e l'assessora regionale Palma Costi si è rivelata una preziosa alleata». Filo rosso dei timori dei lavoratori è la chiusura dei siti in un settore che procede bene e l'incertezza sulle conseguenze dell'operazione portata avanti dal Cane a sei zampe.

Veronica Capucci

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