Sì all’uso di droni contro il bracconaggio
Mirabello, la polizia municipale Alto Ferrarese è in procinto di acquistarne alcuni per sorvegliare i vari corsi d’acqua
MIRABELLO. Droni per la sicurezza, ma anche per il pattugliamento dei corsi d’acqua e contro il bracconaggio. Potrebbe apparire fantascienza, ma in alcune zone d’Italia è la realtà. A sostenerlo è l’ex consigliere comunale mirabellese, Gianfranco Guizzardi, oggi responsabile della sicurezza ittica dei Giovani Padani. Portando l’esempio dell’Umbria, dove Arpa si è dotata di “Galileo”; ovvero, «un drone natante – dice Guizzardi – per il controllo dei laghi. Uno strumento simile potrebbe pattugliare, però, anche l’asta del Po, ed i rimanenti corsi d’acqua, poiché è in grado di raccogliere (24 ore al giorno) informazioni sulla qualità dell’acqua, come la percentuale di ossigeno disciolto in essa, la presenza di reti vietate (grazie ad un ecoscandaglio e una telecamera subacquea) e anche immagini in superficie, per mezzo di una seconda telecamera». La polizia municipale dell’Alto Ferrarese, tra le prime sul territorio provinciale, ha dichiarato di avere in procinto l’acquisto di droni. Per il momento, droni volanti, ma esistono in commercio anche i primi droni natanti. L’acquisto dei quali potrebbe essere finanziato da un fondo simile a quello anti-bracconaggio (da 50mila euro), per ora messo a disposizione dalla Regione, su spinta della Lega Nord. «Le operazioni delle polizia locale, ma anche di Protezione civile e di sorveglianza anti-bracconaggio – spiegano i consiglieri regionali Alan Fabbri e Marco Pettazzoni – potrebbero essere svolte per mezzo di strumenti tecnologici. Attualmente – spiega – la norma regionale che disciplina la gestione del fondo anti-bracconaggio, non dispone dei decreti attuativi. Pensiamo un fondo analogo (forse proposto in fase di assestamento al bilancio regionale?; ndr) possa essere integrato anche da altre risorse, per esempio di privati. In questo caso, sarebbe opportuno pensare a bandi riservati a istituzioni, polizie locali e altri soggetti (guardie ecologiche, ittiche, associazioni operanti nell’ambito della Protezione civile; ndr), che potrebbero partecipare al pattugliamento congiunto, ad esempio, dei corsi d’acqua». Del resto, anche la recente pubblicazione “Ecoscienze”, edita dall’Arpa regionale, parla delle molteplici applicazioni dei droni. Come nel caso dell’osservazione dall’alto della combustione di torba nel Mezzano. Tra le zone maggiormente colpite dall’uso di reti di fiumi e canali, naturalmente, anche l’Alto Ferrarese. L’ipotesi dei droni potrebbe essere estesa a questo tipo di controllo? (mi.pe.)
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