«A Portomaggiore siamo in emergenza da 10 anni»
La realtà è molto complessa, più di quanto la descrivano le quote. Portomaggiore dovrebbe accogliere 18 profughi ma non ospita nessuno. Il sindaco Nicola Minarelli: «Abbiamo 1.700 stranieri (in larga...
La realtà è molto complessa, più di quanto la descrivano le quote. Portomaggiore dovrebbe accogliere 18 profughi ma non ospita nessuno. Il sindaco Nicola Minarelli: «Abbiamo 1.700 stranieri (in larga parte pakistani) su 12 mila abitanti, oltre il 14%, da ormai dieci gestiamo una nostra “emergenza”, abbiamo chiesto di guardare con un’ottica più ampia, di fatto mettendo insieme la nostra quota e quella di Ostellato. In questo modo siamo in sostanziale equilibrio».
Bondeno dovrebbe ospitare 21 profughi, ne ospita uno solo. Qui pesano il fattore leghista e il fattore terremoto. Il sindaco Fabio Bergamini: «Abbiamo ancora gente fuori casa per il terremoto, non se ne parla di accogliere profughi, che poi non sono profughi di guerra come i siriani che arrivano in Germania, ma nigeriani e camerunensi che vengono da paesi dove non ci sono guerre».
Per Codigoro l’asticella dell’accoglienza è fissata a quota 22; nel Comune le presenze sono 29 (sette in più). Ma qui non conta tanto la volontà dell’amministrazione, quanto la volontà dei privati che in alcune frazioni hanno messo a disposizione dell’Asp alloggi nei quali l’Azienda che coordina la gestione dei profughi sistema i profughi pagando un canone d’affitto ai proprietari.
«A Goro questo non accade - spiega il sindaco Diego Viviani - abbiamo contattato alcuni proprietari ma non erano interessati a dare in affitto all’Asp i loro appartamenti». Questa sarebbe la ragione per cui pur dovendo mettere a disposizione 36 posti, Goro non dà accoglienza a nessuno: E se dovessero arrivare requisizioni o o provvedimenti ingiunitivi? «Mi auguro di no - dice Viviani - ma non vorrei fare commenti prima del tempo».
Intanto sui profughi interviene Paolo Spath (Fratelli d’Italia): «Avevo messo sull’avviso quando Ferrara era arrivata a superare la “soglia 400”. Non eravamo in grado fisicamente di accogliere chi ne aveva diritto. Tendo la mano a Tagliani ma per far fronte comune e dire basta a un’accoglienza senza regole e senza limiti. Bisogna aprire le porte solo a chi ha davvero bisogno e fugge da guerre e devastazioni. E solo successivamente a coloro che migrano, seppur legittimamente, ma per motivazioni economiche».
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