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Anche un’agenzia a sostegno degli investigatori

Anche un’agenzia a sostegno degli investigatori

Si chiama Anbsc l’organismo che riunisce tutto ciò che viene sequestrato ai mafiosi nel corso delle indagini

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L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (abbreviata in Anbsc), è un'agenzia del governo. Ha la sede principale a Reggio Calabria, ma ci sono sedi secondarie a Roma, Palermo e Milano. L'attuale direttore è il prefetto Umberto Postiglione.

È stata istituita con il decreto legge 4 febbraio 2010, n. 4 - convertito in legge il 31 marzo 2010.

Gli organi dell'Agenzia sono: il direttore, il consiglio direttivo, il collegio dei revisori. Restano in carica per quattro anni e sono rinnovabili per una sola volta.

Il direttore è scelto tra i prefetti, viene nominato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno previa deliberazione del Consiglio dei Ministri. Ha il compito di: acquisire dati relativi ai beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata nel corso dei procedimenti penali e di prevenzione; acquisizione delle informazioni relative allo stato dei procedimenti di sequestro e confisca; verifica dello stato dei beni nei medesimi procedimenti; accertamento della consistenza, della destinazione e dell'utilizzo dei beni; programmazione dell'assegnazione e della destinazione dei beni confiscati; analisi dei dati acquisiti, nonché delle criticità relative alla fase di assegnazione e destinazione; opera in ausilio dell'autorità giudiziaria nell'amministrazione e custodia dei beni sequestrati nel corso del procedimento e, ancora, può operare in collaborazione con l’autorità giudiziaria nell'amministrazione e custodia dei beni sequestrati nel corso dei procedimenti penali. L’Agenzia può infine amministrare e destinare i beni confiscati in esito del procedimento di prevenzione di cui al libro I, titolo III del codice delle leggi antimafia; amministrare e destinare i beni confiscati in esito a taluni.

All’1 aprile 2012 l'Agenzia gestiva 10.531 immobili, circa 4.000 beni mobili e 1.552 aziende: alle sue dipendenze conta 30 unità.

Va inoltre detto che il 33% degli immobili consegnati sono destinati a finalità sociali. Però, le statistiche dicono che il 90% delle aziende confiscate alla mafia falliscono in seguito a tale provvedimento, in quanto viene tolta loro la protezione dei clan, cessa il flusso di denaro illegale a loro destinato, vengono portate alla luce le irregolarità che incidono sui rapporti con fornitori e banche, e lo Stato inoltre non sempre riesce a garantire una corretta gestione manageriale di queste imprese. La Sicilia risulta la regione nella quale si trova la maggioranza dei beni confiscati; ben 567 di cui 489 gestiti dall'agenzia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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