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bondeno - saletti spiega la situazione

«Bihac, gemellaggio che non va ma non per colpa nostra»

«Bihac, gemellaggio che non va ma non per colpa nostra»

BONDENO. «L’amministrazione comunale ci tiene al rapporto di gemellaggio con Bihac’ il fatto è che non è semplice mantenere in essere questo gemellaggio al contrario invece di quanto accade con i...

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BONDENO. «L’amministrazione comunale ci tiene al rapporto di gemellaggio con Bihac’ il fatto è che non è semplice mantenere in essere questo gemellaggio al contrario invece di quanto accade con i “cugini” tedeschi di Dillingen. Simone Saletti, vice sindaco con delega ai gemellaggi intende precisare che anche i rapporti con questa città che conta oltre 61 mila abitanti situata nella parte nord occidentale Bosnia-Erzegovina centro del cantone di Una-Sana «vengono mantenuti» anche se non nasconde che vi sono delle dificoltà.

«Quello con Bihac’ è un gemellaggio storico nato se non erro una trentina di anni fa quando il sindaco era Bracciano Lodi. Personalmente mi sono recato a Bihac’ un paio di anni fa e mi sono incontrato con il sindaco e gli amministratori in occasione della festa di fondazione della loro città. Proprio prima di partire per Dillingen abbiamo ricevuto l’invito a partecipare alla loro festa ma non era possibile organizzarsi. Anche gli scambi culturali con i ragazzi non sono semplici - prosegue Saletti - in quanto da quelle parti fanno fatica a parlare l’inglese. I “cugini” di Dillingen sono molto più attivi vengono a Bondeno due volte l’anno ed il ricavato della vendita di prodotti alimentari li destinano a Bondeno. Gli scambi tra ragazzi sono molto diffusi, insomma c’è un altro spirito. A Bihac’ probabilmente interessano maggiormente partnership economici ovvero imprese che vadano da quelle parti ad investire dopo i disastri provocati dalla guerra, soprattutto nel campo agricolo. Cercheremo di capire meglio cosa possiamo fare reciprocamente e credo che in futuro come amministrazione comunale promuoveremo un incontro qui a Bondeno o a Bihac’ lo vedremo». Il centro sportivo che sorge alla periferia della cittadina bondenese è intitolato proprio a Bihac’ nella cui città conivono varie etnie (i Bosgnacchi che sono la maggioranza con circa 40 mila aitanti, i serbi, oltre diecimila, i croati, circa seimila, cieca 4.000 jugoslavi). L’unico gemellaggio attualmente in essere è quello con la città di Bondeno. (m.bar.)

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