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unità cinofile a scuola: il dibattito

«I blitz antidroga sono nostri alleati»

«I blitz antidroga sono nostri alleati»

Grotti (Promeco): noi pensiamo agli aspetti educativi, le forze dell’ordine alla legalità

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«Se noi pensiamo alla parte educativa e culturale, le forze dell’ordine si occupano degli aspetti che riguardano la legalità». Non una contrapposizione, ma un’alleanza e una staffetta quella tra gli operatori di Sert e Promeco dentro le aule e poliziotti e carabinieri fuori dalle scuole con le Unità Cinofile. L’obiettivo è lo stesso: un’attività di prevenzione e un deterrente al consumo di droga e alla circolazione di sostanze negli istituti scolastici.

Questa l’opinione di Luigi Grotti, responsabile di Promeco, dopo le polemiche sollevate dal fronte proibizionista (Sel e associazione Antigone Emilia Romagna) che ritiene i blitz delle forze di polizia solo una repressione dannosa e inutile. «Bisogna affrontare questi temi con tranquillità, lasciando fuori dalla porta le posizioni ideologiche», continua Grotti. I controlli con le Unità Cinofile davanti alle scuole superiori, spiega, fanno parte delle decisioni assunte dal Tavolo coordinato dalla Prefettura contro la droga e il bullismo nelle scuole e che riunisce tra gli altri Sert, Promeco e forze dell’ordine.

«Il passaggio delle pattuglie e la presenza di Unità Cinofile all’entrata e all’uscita degli studenti a scuola dà un messaggio della presenza di un occhio istituzionale che controlla il territorio. E dunque perchè no, se questo può rappresentare un deterrente?»

Promeco è presente in 34 scuole della provincia, per tutto l’anno, con incontri con gli operatori e uno psicologo a cadenza settimanale. «Noi diamo un contributo tecnico, educativo e culturale alla prevenzione degli abusi da sostanze, lavorando sulla consapevolezza, l’informazione e soprattutto i motivi che portano i ragazzi ad avere comportamenti a rischio. Ma non è meno importante l’approccio relativo al rispetto delle leggi e alle conseguenze in caso di trasgressione».

Tanto più che, secondo gli Osservatori, «negli ultimi anni l’asticella della tolleranza, parlando di marijuana, si è alzata, ed è anche per questo che i ragazzi sono diventati più trasparenti e considerano il consumo di sostanze come la marijuana un comportamento non grave nè dal punto di vista della salute nè della legalità. Per questo è giusto parlarne, con tranquillità, senza ideologie, così come è importante far capire ai più giovani che esistono leggi e regole e che se le violi poi rischi di dover affrontare spiacevoli conseguenze».

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