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Ponte stradale sul Po nelle mani di Delrio un azzurro dossier

Ponte stradale sul Po nelle mani di Delrio un azzurro dossier

Lo hanno consegnato i sindaci Tagliani e Chiarioni Ristrutturazione o raddoppio le ipotesi di lavoro

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In una cartellina azzurra, come il colore che sulle carte geografiche identica i fiumi, è stato infilato il dossier sul ponte stradale del Po. A predisporlo materialmente è stato il Comune di Ferrara in accordo con quello di Occhiobello. I sindaci dei due Comuni rivieraschi Tiziano Tagliani e Daniele Chiarioni l’hanno recapitato ieri al ministro Delrio: tre pagine per condensare cosa si può fare (nuovo ponte, ampliamento e/o ristrutturazione dell’attuale ponte); una copia del protocollo sottoscritto nel 2008 dalle Province di Ferrara e di Rovigo e dai due Comuni massimamente interessati; alcune fotografie; una rassegna stampa degli articoli pubblicati nelle ultime settimane per segnalare l’attenzione dell’opinione pubblica.

Tre le opzioni delineate:

1) un nuovo ponte in affiancamento a quello esistente;

2) un nuovo ponte in altro posizione più a monte (a ridosso di Occhiobello, ndr);

3) Allargamento-raddoppio del ponte attuale, a sbalzo parziale sulle pile attuali rinforzate sia a valle sia a monte.

Il dossier non vende fumo: «Bisogna considerare - viene specificato - che tutte le tre ipotesi non sono supportate da nessun studio di fattibilità, ma comunque ciò che dovrebbe orientare la scelta dovrebbero essere la funzionalità e il costo, in modo da rendere realizzabile e sostenibile il nuovo attraversamento entro termini di tempo accettabili».

Ovviamente si chiede il piano coinvolgimento dell’Anas per «accertare le condizioni del ponte» e per «condividere i programmi che la stessa» Anas «intende destinare alla infrastruttura nel medio periodo».

Da Occhiobello arriva una dichiarazione del sindaco Chiarioni: «Abbiamo potuto parlare alcuni minuti col ministro, ed è emersa chiaramente la necessità di un intervento, più probabile che si tratti di un raddoppio che di una nuova costruzione. Chiediamo, in ogni caso, che la competenza dell'opera sia dello Stato».

L'Anas, nel frattempo, ha già redatto un maxi progetto di ripristino strutturale del ponte che, nel 2017, dovrebbe prevedere un cantiere di cinque mesi per un intervento su armatura, pavimentazione e giunti.

Una nota dell’Anas specifica la natura degli interventi di manutenzione straordinaria: «il progetto prevede la demolizione e il completo rifacimento delle solette e dei giunti del viadotto, oltre alla verniciatura dell’impalcato metallico, per un investimento complessivo di circa 2,9 miliardi di euro». Per l’appaltabilità il via libera deve arrivare dal ministero delle Infrastrutture.

Il progetto, oltre al ponte tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena, comprende anche la manutenzione straordinaria del ponte di Gallo sul fiume Reno (lungo la statale 64 “Porrettana”) la cui struttura è del tutto simile al ponte sul Po; per questo intervento è stimata una spesa di 2,1 miliardi, che porta l’insieme a quota 5 miliardi di euro.

Nei progetti Anas non c’è la costruzione di un nuovo ponte sul Po o un suo allargamento, ma l’idea non viene respinta: Anas «è disponibile a valutarne la fattibilità con le Istituzioni e gli enti interessati».

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