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Tangenziale Ovest inaugurata con un clic

Tangenziale Ovest inaugurata con un clic

Il cantiere aprì il 5 agosto 2000. Ieri alle 11,28 l’agognata apertura Il ministro Delrio: adesso tocca alla Romea ma col nuovo codice degli appalti

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Di tempo ne è passato ma la memoria storica della Tangenziale Ovest non è andata perduta. A incarnarla ieri mattina al Ridotto era Vainer Merighi («Mi ha invitato la direzione Anas, sono venuto volentieri»), l’assessore ai lavori pubblici che il 5 agosto del 2000 inaugurò insieme al ministro Nerio Nesi il cantiere che in 800 giorni di lavoro, vale a dire nel 2003, avrebbe regalato una valvola di sfogo all’ingolfata Via Bologna e una connessione rapida tra Ferrara Sud e via Modena.

A Nesi diedero il classico paio di forbici per il taglio del nastro, a Graziano Delrio sedici anni dopo hanno concesso di fare da starter a distanza. Dal Ridotto del Comunale il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha dato il via al collegamento video con l’ultima bretella da 13 milioni, che si è ufficialmente agganciata alla viabilità cittadina alle 11.28 in punto. Un applauso ha salutato il transito di mezzi Anas, auto della Polstrada e via via di comunissime auto private e automezzi pesanti.

L’inaugurazione a distanza rientra nel primo comandamento di Delrio: «Basta perdere tempo, basta con gli errori del passato». E se si deve guadagnare tempo anche con le inaugurazioni bisogna adeguarsi. «È la prima volta che assisto a una inaugurazione virtuale - dice il sindaco Tiziano Tagliani aprendo la mattinata - ma era la condizione per avere il ministro qui». Dopo un’attesa sterminata - un calvario che ha visto la crocifissione della Costruttori, i ricorsi al Tar di Mascellani, il riappalto dell’Anas, il fallimento della subentrata CoopSette - va bene tutto, purché il miracolo si conclami. Perché se Anas e Ministero non avessero raccolto la preghiera di Tagliani e Modonesi c’era il rischio che la storia della Tangenziale Ovest si allungasse ancora. E infatti ringraziamenti di Tagliani all’Anas regionale e nazionale e a Delrio sono stati tutto meno che formali. «Ora sarà più facile anche raggiungere Cona per chi viene da Bondeno, Vigarano e da Sant’Agostino». dice il sindaco. Oltre che più sicuro immettersi su via Bologna e intercettare la Ferrara-Mare.

Sull’inusuale inaugurazione scherza anche Delrio: «Ho chiesto a Franceschini il permesso di venire a Ferrara, me l’ha dato perché gli ho detto che l’inaugurazione era virtuale». Fine dei preamboli. La Tangenziale Ovest è cosa fatta, ma c’è molta altra strada da fare. Quella della Romea, ad esempio, che ora si può chiamare anche E55.«Ci sono 57 chilometri ferraresi da mettere in sicurezza e riqualificare» più quelli romagnoli e quelli veneti. Un lavoro da 540 milioni da iniziare ora e da finire nel 2020. Al ministro, che è anche medico, la Romea-E55 serve per spiegare la sua ricetta sui lavori pubblici e le infrastrutture: «Non abbiamo programmato questo intervento perché il sindaco Tagliani e il presidente della Regione Bonaccini sono bravi o perché Delrio è emiliano romagnolo. I lavori si fanno perché su questa strada c’è molto traffico e troppa incidentalità e dunque bisogna migliorare le cose. Più cura e più manutenzione. Si fa quello che serve, si finanziano solo i progetti credibili».

E si deve procedere con le regole del «nuovo codice degli appalti, troppe leggi favoriscono corruzione, tirannia e tempi lunghi. Passiamo da 700 articoli e 15 allegati a 200 articoli».

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