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«L’ospedale rischia Tutti siano uniti per la sua difesa»

«L’ospedale rischia Tutti siano uniti per la sua difesa»

Cento, il medico anestesista Gallerani lancia un appello La struttura sarebbe esclusa dalla ristrutturazione sanitaria

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CENTO. «L'ospedale di Cento fuori dal progetto regionale di ristrutturazione sanitaria. Non siamo d'accordo. Il Santissima Annunziata va mantenuto e potenziato, non distrutto». A lanciare l'appello sul futuro dell'ospedale centese, è Gilberto Gallerani, medico anestesista dell’ospedale dal 1999, e nel direttivo di Progetto Centese, un'associazione che punta a diventare lista civica, in campo per sostenere la candidatura a sindaco di Diego Contri. Nel suo intervento di presentazione, accanto al presidente Emanuele Boccafoglia, Gallerani, da tecnico, lancia il tema sul tavolo della politica centese. Tra le priorità infatti di Progetto Centese, vi sono la sanità ed i servizi socio-assistenziali, in particolare l'ospedale di Cento. «Cento – ha evidenziato Boccafoglia - merita di mantenere e rafforzare le strutture pubbliche e private presenti. Esempi, la facilitazione per progetti di qualità in chirurgia, urologia, ortopedia, ginecologia, e incentivi alle reali eccellenze dell’ospedale di Cento». Gallerani entra poi nello specifico: «Dopo anni trascorsi in ospedale – ha ribadito - noi, medici e infermieri, ci stiamo rendendo conto che la sanità centese non gode di ottima salute. Anzi. Se non ci diamo da fare, tutti insieme, operatori sanitari, politici, cittadini, tra qualche anno, la sanità centese sarà, non dico scomparsa, ma quasi». Il medico fa poi riferimento al “progetto regionale che ha escluso Cento da un percorso importante di ristrutturazione sanitaria. «Siamo consapevoli – riferisce - che la sanità del 2016 deve essere in evoluzione, e noi in movimento con questo nuovo modello, ma questo deve prevedere un ospedale di Cento funzionante, integrato col territorio e con le altre strutture ospedaliere di riferimento, come l'ospedale di Cona, e non la sua dissoluzione. D'accordo la centralizzazione delle patologie, ma occorre che il paziente, che arriva all'ospedale centese rimanga a Cento, e qui venga trattato. Perché siamo in grado di farlo. Con l'impegno di tutt occorre migliorare e costruire, e non distruggere». (be.ba.)

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