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Manutenzione e controlli contro le calamità naturali

Manutenzione e controlli contro le calamità naturali

Copparo, successo della serata Rotary incentrata sulla Protezione civile Ospite Mainetti fra ruolo del volontariato e necessità di presidiare le aree a rischio

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COPPARO. Negli interventi in casi di calamità naturali, come per il terremoto che colpì la nostra regione nel 2012, o la minaccia di inondazioni, un ruolo crescente lo gioca sempre più la presenza attiva della società civile. Per la prevenzione accanto ai primi interventi d'urgenza e la ricostruzione a cura dei livelli istituzionali: Protezione Civile partendo dal governo centrale, la Regione, Prefetture e Province, il sindaco prima autorità locale di Protezione Civile (oltre che massima autorità sanitaria locale) e poi ancora i vigili del fuoco. Così, considerando le situazioni di rischio del territorio a cavallo del grande fiume (il Po), l'esigenza di manutenzione degli argini e il : costante monitoraggio delle situazioni in essere, portano a considerazioni sempre più importanti. Temi di grande attualità ed interesse per ogni comunità.

Di questo, e di altro ancora, si è parlato lunedì sera nel corso di una serata del Rotary Club Alfonso II d'Este di Copparo, con protagonisti e ospiti il direttore regionale della Protezione Civile, Maurizio Mainetti e il direttore de la Nuova Ferrara, Stefano Scansani, il quale ha intervistato il funzionario, ed ha posto in particolare l'accento sul ruolo del volontariato. «Da noi siamo abituati a vivere le cose in modo 'orizzontale' statico - ha detto il direttore della Nuova - si poteva immaginare ci fosse un terremoto, dopo tanti secoli? Cosa fanno i volontari in caso di calamità? Magari si parte dalle sagre di paese, ma poi sono attivi anche nell'emergenza. Sono il tessuto connettivo della società - ha detto Scansani - : sono la comunità. C'è' ancora senso di umanità in questa provincia», ha poi aggiunto ancora Scansani, ponendo altri quesiti sulla situazione del territorio padano. «C'è però esigenza di maggiore coordinamento e velocità negli interventi, nella logistica, nei tempi - ha riconosciuto invece Mainetti facendo una cronistoria delle emergenze nazionali coi continui cambiamenti di ruoli e enti come Genio Civile, Agenzia Interregionale dei Fiumi - : il nostro territorio presenta fiumi pensili, alti argini: c'è il problema delle nutrie. Punto più' delicato? È lungo il Po: ma è monitorato bene. Criticità vi sono anche lungo le coste: questa è una regione fortemente antropizzata - ha detto ancora - e quindi va presidiata. Da qui l'importanza crescente nella prevenzione e allerta, del volontariato. Lo riconosco - sono ancora parole di Mainetti - . In Emilia Romagna i volontari operativi sono 11mila, con nove coordinamenti provinciali, oltre a sei agenzie. Sono sempre più importanti - ha detto infine - : attenzione, preallarme, allarme anche sui cambiamenti climatici».

Franco Corli

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