«Niente profughi nei Comuni terremotati, Sapigni a casa»
«Il prefetto, il Comune di Ferrara e la Provincia si tolgano dalla testa l’idea di portare profughi nei Comuni del cratere. Sarà la nostra trincea politica. I terremotati ancora fuori casa sono...
«Il prefetto, il Comune di Ferrara e la Provincia si tolgano dalla testa l’idea di portare profughi nei Comuni del cratere. Sarà la nostra trincea politica. I terremotati ancora fuori casa sono titolari esclusivi dell’accoglienza. Alla luce dei fatti di Bruxelles (se ancora ce ne fosse stato bisogno) diventano urgenti misure di protezione e il blocco totale degli accessi nel nostro territorio, e nel Paese. Il Pd al governo - centrale e locale - ha regalato accoglienza di lusso a centinaia di persone che vengono da Paesi non in guerra, e magari a forte radicamento islamico. Sapigni invece di parlare a sproposito dovrebbe fare una sola cosa: dimettersi».
Lo dice il capogruppo leghista in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri, intervenendo sul dibattito in corso relativo all’ulteriore accoglienza di immigrati nel territorio ferrarese.
«Parlano di profughi ma non sono profughi. Si chiamano: clandestini. E ce ne sono oltre 500 a Ferrara, in libera circolazione e mantenuti - con cellulare, sigarette, mance quotidiane e in comode strutture di accoglienza - a nostre spese». «Il Pd - continua l’esponente leghista Fabbri - sta usando gli immigrati come bancomat per le cooperative, infischiandosene dell’emergenza sicurezza e del pericolo internazionale. In un momento così delicato sostenere l’accoglienza a oltranza è da irresponsabili. Per questo l’assessore Sapigni dovrebbe lasciare. Personalmente guardo al modello danese: entra solo chi ne ha i requisiti e, all’accesso, i beni devono essere sequestrati per coprire le spese di soggiorno. Serve la svolta delle regole e dei controlli, basta buonismo, basta lassismo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
