Solo sulle tasse Vaccari si sbilancia: non le tocco
L’assessore: il 2016 non ci preoccupa e i conti sono in equilibrio fino al 2018 La seduta aperta da Calò con un minuto di silenzio per i morti di Bruxelles
«Vi chiedo di osservare un minuto di silenzio per le vittime degli attentati di questa mattina a Bruxelles». Il presidente del consiglio comunale Girolamo Calò ha aperto con queste parole la seduta dedicata al bilancio di previsione.
I conti li ha presentati l’assessore Luca Vaccari. Di autentiche novità nel bilancio non ve ne sono. Applicando il proverbio “niente nuove buone nuove” significa che per i contribuenti non sono attesi rincari di tasse e imposte. Ed è questo l’impegno politico che Vaccari prende a nome della giunta Tagliani nei confronti dei cittadini per i prossimi tre anni.
Se proprio di deve trovare la novità nel documento contabile, questa sta nell’obbligo di legge di redigere il bilancio di previsione su base triennale. È una norma che costringe i Comuni ad essere più oculati e più precisi nell’indicazione delle voci di spesa e di entrata. Per mettere un freno ai Comuni spendaccioni o che dichiarano entrate che mai arriveranno, sono arrivati anche i fondi obbligatori di accantonamento. Il Comune di Ferrara - come segnala il progressivo abbattimento del debito passato dai 167 milioni del 2009 ai 110 di oggi che dovrebbe contrarsi a 89 alla fine del 2018 - non appartiene da tempo alla categoria degli enti spendaccioni. Nel caso di Ferrara le regola obbliga però a ingessare molto il futuro. Per esempio non si sa se nel 2107 e nel 2018 Ferrara beneficerà ancora dei minori tagli come comune terremotato; per il 2016 questo bonus vale 4.2 milioni. Nel dubbio Vaccari ha ipotizzato che Ferrara uscirà dal cratere e si beccherà tutti i tagli. Una prudenza obbligatoria o quasi che un domani potrebbe convertirsi in un sostanzioso avanzo di bilancio.
Due terzi della relazione di Vaccari sono state dedicate a queste «premesse» che incanalano il bilancio. I margini di libertà sono modesti. Uno è quello di indicare dove spendere meno nel caso disgraziato, ma appunto contemplato, che arriveranno tagli statali a tutto spiano. Vaccari ha deciso che farà fronte a questa eventualità contraendo la spesa del personale: niente turn over e dai 44 milioni di euro spesi nel 2015 si passerà ai 40,8 milioni del 2018.
Il tutto per arrivare al nocciolo della questione: «Il dato di fondo - ha concluso Vaccari - è che il bilancio di previsione del Comune mostra ancora una volta di essere sano e in sicurezza. Affrontiamo il 2016 senza particolari preoccupazioni, ma abbiamo già messo nero su bianco le opzioni per mantenere gli equilibri anche nei due anni successivi, quando le entrate disponibili saranno inferiori. E l’aumento dell’imposizione fiscale non rientra tra queste opzioni».
Ecco il punto: cascasse il mondo il Comune non metterà le mani in tasca ai ferraresi. Questo il patto con i cittadini scritto con il nuovo bilancio triennale. In nome di questo Vaccari ha chiesto il voto della maggioranza e una corretta valutazione da parte delle forze di opposizione.
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