«Ti ammiro, lasci un vuoto»
ELISA CORNETI. Io ammiro Sara. La prima volta che l'ho vista era nei primi giorni del primo anno all'università di architettura, mi sembrava una persona totalmente fuori dalle righe, sempre di corsa...
ELISA CORNETI. Io ammiro Sara. La prima volta che l'ho vista era nei primi giorni del primo anno all'università di architettura, mi sembrava una persona totalmente fuori dalle righe, sempre di corsa in fretta e furia con il suo accento marcato, e per una ragazza come me che non conosceva ancora bene nessuno è sembrata per lo più stramba e mi ha incuriosito molto, non ho scambiato parole con Sara quel giorno, l'ho solo osservata che andava in giro a chiedere di formare gruppi di laboratorio, a chiedere se l'aula fosse stata giusta, correva con il suo zaino dell'Invicta da 20kg in giro per la facoltà....poco tempo dopo, ormai alcune compagnie si erano create, mi capita di uscire con lei e un gruppo di amici un mercoledì sera, si scambiano due chiacchiere e l'atmosfera si fa piacevole, da quel giorno il rapporto tra noi amici si è intensificato, ragazzi da tutte le parti d'Italia con un sogno in comune... Io ammiro Sara una ragazza capace di farsi voler bene da persone diverse, sempre pronta ad aiutare e a venire incontro a tutti, dedita a ciò che studiamo ma non per niente da meno se si trattava di farsi due risate in piazza o a casa di qualcuno. Ha lasciato un grande vuoto che rimarrà nel tempo, ripensandoci avrei dovuto parlargli subito quel giorno, avrei avuto giorni in più con una persona meravigliosa
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