Nuova Carife, fibrillazione per la data della vendita
Ferrara, spunta il 30 aprile come vincolo Ue, il ministero: stiamo trattando per settembre Sofferenze iper-svalutate da Bankitalia aumentano gli oneri per i risparmiatori
FERRARA. Una mezza giornata di fibrillazioni, dietro gli sportelli Nuova Carife come in quelli di tutte le banche “salvate”, poi una (parziale) schiarita dopo l’intervento del ministero delle Finanze. La notizia pubblicata dal Fatto Quotidiano sull’imposizione da parte della Commissione Ue di una serie di paletti rigidi per validare il Salva-banche, a partire dalla data del 30 aprile per la vendita, ha aggiunto incertezza ad una vicenda che appare sempre meno lineare. Secondo stralci del documento depositato al Tar del Lazio da Bankitalia, pubblicati dal quotidiano, la commissaria Margrethe Vestager ha imposto che «se la banca ponte (Nuova Carife, come le altre nate dal Salva-banche, ndr) non sarà venduta entro il 30 aprile 2016, interromperà immediatamente ogni attività diversa dal recupero dei crediti in essere a quella data, non svilupperà nessuna nuova attività o business, non entrerà in nuovi mercati e non acquisirà nuovi clienti». In più il recupero crediti (mutui, fidi ecc.) dovrebbe avvenire in quel caso entro il 22 novembre 2017, data nella quale la banca sarebbe messa in liquidazione e sarebbe revocata la licenza bancaria. Un particolare che colpirà particolarmente gli obbligazionisti azzerati anche per colmare i buchi delle sofferenze iper-svalutate per volere di Bankitalia: il trasloco dei crediti più problematici alla bad bank al 17,6% del loro valore è stata, secondo Vestager, consentirà un profitto da riversare sul Fondo di risoluzione, e questo prelievo di ricchezza dalle tasche dei risparmiatori (ed in particolare degli ex azionisti) avrebbe convinto l’Ue ad approvare quello che considera comunque un aiuto di Stato.
Il Mef ha risposto nel pomeriggio con una lettera girata ai dipendenti di Nuova Carife e delle altre banche, solo sulla questione “calda” della scadenza del 30 aprile: le vendite saranno concluse «indicativamente per settembre», la Commissione Ue «aveva inizialmente indicato quale scadenza la fine di aprile ma le autorità italiane e la commissione stanno lavorando per la proroga di tale termine».
Non torna invece un’altra indicazione contenuta nel dossier, cioè il divieto da parte dell’Ue di politiche commerciali aggressive per Nuova Carife e le altre, almeno a giudicare dai numeri su nuovi mutui e nuovi crediti diffusi anche la scorsa settimana dal presidente Roberto Nicastro. «Abbiamo fatto enormi passi avanti» ha ribadito. Sabato scorso, nella mezza giornata straordinaria di apertura, le quattro banche hanno raccolto 1.300 appuntamenti e consulente mirate, un risultato considerato buono dai banchieri.
Stefano Ciervo
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