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Ospedale, Consulta contro tutti

Ospedale, Consulta contro tutti

Mezzogori replica a Vitellio e ricorda cosa è successo all’ospedale: «Stracciato l’accordo regionale»

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COMACCHIO. Ne ha per tutti Manrico Mezzogori, l’indomani del nuovo gesto eclatante compiuto al terzo piano del San Camillo, per impedire il trasloco di arredi e l’insediamento della pediatria di gruppo. Andando a scomodare perfino Alessandro Manzoni, il presidente della Consulta Popolare per il San Camillo, per replicare al segretario provinciale del Pd, si chiede «Vitellio, chi era costui?». Mezzogori ritorna sul suo cavallo di battaglia, l’accordo regionale siglato nel 2001, non solo per rivendicarne il rispetto, ma anche per scardinare la dura condanna espressa ieri dal segretario provinciale del Pd, dopo l’ennesima barricata messa in atto dalla Consulta. «Noi la democrazia la pratichiamo e la difendiamo senza patentini – esclama Mezzogori-; ad un certo punto il partito di Vitellio senza discutere, senza un confronto, ha deciso di fare carta straccia dell’accordo regionale, dimostrando che certe reminiscenze da partito unico non si cancellano con l'aggiunta della dicitura democratico».

Scagliandosi poi contro l’Asl per non aver mai richiesto il cambio di destinazione d’uso dell’ospedale San Camillo, obbligatorio per legge, Mezzogori rincara la dose, ricordando che «una parte dei 13 milioni di euro investiti nella ristrutturazione del San Camillo, i soliti politici hanno poi deciso di dilapidare per salvare dalla catastrofe il sovradimensionamento dell’ospedale di Cona».

Per Mezzogori i comunicati stampa del sindaco comacchiese Fabbri sono «sottovuoto, non corrispondenti al vero, perché cosa c’entrano i pediatri di libera scelta con l’Igiene pubblica? Niente. Ma fa comodo – insiste Mezzogori -, confondere. Comunque è noto che i pediatri di libera scelta esercitano le loro attività nei propri ambulatori privati. E per l’ennesima volta il sindaco di Braganza-Comacchio conferma di non essere neppure informato dai suoi amici della sanità distrettuale».

Il patto di stabilità per il 2016, secondo il presidente della Consulta, prevede tagli all’assistenza sanitaria ospedaliera e non al socio-sanitario assistenziale, a cui sarebbero stati riconosciuti maggiori trasferimenti finanziari. Per Mezzogori l’epilogo a cui è giunto il percorso di riordino della sanità locale non è altro che «un golpe sanitario», organizzato dal partito unico Asl, a cui sarebbe andato in soccorso il terremoto, per giustificare il trasferimento dell’Igiene pubblica a Migliarino. Ora l’argomento è tornato alla ribalta, perché anche l’Igiene pubblica dovrebbe trovare posto al 3º piano del San Camillo, con la pediatria di gruppo, ma tutto si è arenato dopo che Mezzogori martedì mattina ha impedito il trasferimento di letti e arredi.

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