«Ospedale? Quali tagli, si investe»
Cento, l’assessore Manderioli ammette i cambiamenti ma precisa: si parla di razionalizzare per ottimizzare
CENTO. «Non c’è alcuna volontà politica di tagliare fuori l’ospedale di Cento dal progetto sanitario regionale. Anzi proseguono gli investimenti».
È quanto emerge, secondo l’assessore ai servizi sociali Massimo Manderioli, sia dalle riunioni della Conferenza territoriale sociosanitaria, sia dagli incontri del Comitato misto di Gestione del Distretto, a cui lo stesso assessore partecipa con assiduità.
E Manderioli ammette: «Siamo di fronte ad un importante processo di cambiamento del modello di sanità, incentrato sul paziente e sulla specializzazione dei diversi ospedali del territorio, ma questo non avrà ricadute tali da poter parlare di distruzione dell’ospedale. Anzi. Si parla di ottimizzare, razionalizzare, valorizzare le eccellenze sanitarie, ma non di distruggere».
Alle preoccupazioni che sono state «espresse dal personale sanitario in Comitato misto come nella Conferenza sociosanitaria, sia il direttore del distretto Ovest Maran che la direzione sanitaria Asl di Ferrara, nella persona del direttore Paola Bardasi, hanno sempre evidenziato - ricorda l’assessore -, che l’ospedale di Cento è al centro di un piano di investimenti importanti. Ne sono la riprova, il nuovo Pronto soccorso, ma anche l’acquisto di nuovi macchinari a servizio del Santissima Annunziata di Cento, ospedale che, già in termini qualità, ha un indice di 11 rispetto al 7.5 dello standard regionale».
Ma non c’è solo la sanità nell’ambito del confronto in corso. Ecco allora che sul tema dell’accoglienza dei profughi a Cento, sollevato dal candidato sindaco Diego Contri, l’assessore ai servizi alla persona fa il punto. «Attualmente - spiega - il totale di accolti a Cento sono 34. Tutti richiedenti protezione internazionale, non clandestini. Molti vivevano in Libia, ma che a causa di rischi che comporta vivere in quel paese, hanno dovuto abbandonarlo. Nel Comune di Cento sono presenti 4 strutture di accoglienza, gestite da Comune di Ferrara, Comune di Cento ed una rete di realtà del terzo settore in Ati».
Poi Manderioli precisa: «Due strutture rientrano nel progetto Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), e due sono Centri di accoglienza straordinaria (Cas). Il finanziamento per l’accoglienza è ripartito tra Ministero dell’interno, che si avvale di fondi europei, ed il Comune di Ferrara, che cofinanzia il progetto Sprar. Il Comune di Cento non partecipa alle spese dell’accoglienza».
Nel ribadire, poi, che «l’accoglienza dello straniero è una responsabilità di tutti, che non è possibile fare ciò che si vuole, visto pure che ogni pubblica istituzione è tenuta a rispettare l’articolo 10 della Costituzione Italiana», Manderioli evidenzia come i progetti di accoglienza di richiedenti asilo, comportino «una positiva ricaduta economica per il territorio ospitante: assunzione di personale per la gestione dei progetti, affitti di strutture da privati o fondazioni, spese negli esercizi commerciali locali, spese presso gli artigiani del territorio. Senza dimenticare poi, l'attività di volontariato ed i servizi prestati dai beneficiari alla comunità locale, come il Piedibus, progetti didattici nelle scuole e l’esperienza della Biblioteca Vivente con oltre un centinaio di ragazzi».
Beatrice Barberini
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