Truffe agli anziani, il cervello è al Sud
Indagini in corso, spunta il telefonista che seleziona le vittime, poi i complici a Ferrara vanno nelle case e rubano tutto
I telefonisti chiamano dal Sud, anche da Napoli: lo fanno due o tre volte prima di indicare ai complici a Ferrara dove e chi truffare. Prima della truffa selezionano le vittime, chiedendo loro se abitano da sole, se hanno figli, quanto pagano di bollette. E gli anziani parlano, parlano, parlano. Dando informazioni.
Così inventano il trucco. Così viene costruito il trucco dell’avvocato, del finto incidente ad un familiare o del fermo dello stesso parente trattenuto in caserma o in questura, per cui bisogna e occorre pagare, subito: i telefonisti di turno dicono di essere un maresciallo dei carabinieri, un poliziotto, dicono di aver in custodia il familiare. Che esiste davvero.
E l’anziano abbocca. L’anziano di turno abbocca, gli (le) viene comunicata la visita a pochi minuti di un avvocato, un falso avvocato che arriva, entra in casa, prende i soldi e scappa. E’ successo tante volte in città, nei mesi scorsi. Troppe volte, tanto che ormai si può parlare di allarme, di una emergenza senza fine. Perché la banda dei truffatori cui stanno cercando di dare la caccia polizia e carabinieri si rivela senza scrupoli.
Selezione porta a porta. Oltre la selezione telefonica a distanza di centinaia di km, c’è anche l’indagine porta a porta: i complici della banda che sono in città seguono gli anziani, studiano i loro comportamenti, individuano eventuali familiari, quasi sempre figli. Da usare come scusa, sotterfugio per poi raggirare le vittime di turno.
Inquietante episodio. L’ultimo episodio è inquietante: di una anziana di 86 anni, qui in centro città, madre di un facoltoso professionista e lei stessa facoltosa tanto da aver decine di migliaia di euro in contanti in casa, caduta nel tranello. Il trucco è lo stesso: il figlio nei guai, bisogna pagare. Così riceve la prima visita attorno alle 10 di mattina: il truffatore di turno le prende 10mila euro. E verifica che si può fare di più. Il trucco allora si triplica, dalle 10 alle 14 l’anziana verrà truffata tre volte. Con la scusa che i soldi non bastano mai per rilasciare il figlio che ha avuto l’incidente e che è nei guai. Alla fine la denuncia, alla polizia che sta indagando sui 30mila euro, una truffa non da poco. Che mette in risalto la assoluta vulnerabilità degli anziani: è accaduto alla donna 86enne, poteva essere chiunque altro. Tanto che nello stesso giorno, qui a Ferrara, forse la stessa banda, ha tentato un altro colpo, per fortuna sfumato.
Campagne senza risultati.
E allora, che fare? Purtroppo, le campagne in atto per mettere in allerta gli anziani sembrano non funzionare. Occorrono invece indagini molto più serrate. Controlli sui tabulati telefonici (chiamate in arrivo), maggiore incrocio dei dati tra polizia e carabinieri. Una vera emergenza, che non va sottovalutata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
