Una tragica fatalità gli è costata la vita
Pontemaodino, l’operaio stava andando a timbrare il cartellino quando è stato centrato in pieno da un cilindro d’acciaio
PONTEMAODINO. Gianluigi Belmonte, l'operaio venticinquenne salernitano, rimasto ucciso in un infortunio sul lavoro, a Pontemaodino, in un'area di lavoro confinante con l'azienda Grandi Riso, è morto per una assurda, quanto incredibile coincidenza.
Belmonte, non lavorava attorno alla gru, da dove è caduta la flangia in acciaio da circa una decina di chilogrammi, da un'altezza di circa 10 metri, ma si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, era di passaggio in quel posto in quanto, terminato il turno di lavoro, erano le 17.30, stava andando, come si dice in gergo, a timbrare il cartellino, a fine giornata lavorativa.
Una tragica, inquietante casualità, un disegno beffardo del destino che ha spezzato la giovane vita di un operaio che il prossimo sabato sarebbe tornato a casa propria, dopo aver terminato il proprio lavoro in trasferta per trascorrere le vacanze pasquali.
Belmonte, insieme ai colleghi della ditta per la quale lavorava erano arrivati a Pontemaodino una decina di giorni orsono e dovevano smontare un impianto di essicazione che si trovava lì da oltre cinque anni, ma mai utilizzato.
La ditta per la quale Belmonte lavorava stava smantellando il silo per poi inviarne i pezzi in Portogallo, dove sarebbe stato riassemblato e riutilizzato.
Nel fatale momento, costato la vita a Belmonte, la gru stava appoggiando a terra un cilindro d'acciaio, utilizzato come collettore del silo. Da una prima ricostruzione dell'incidente, dal cilindro, per cause che ora dovranno accertare i carabinieri della stazione di Codigoro e della compagnia di Comacchio, unitamente al personale esperto della medicina del lavoro, si è staccata una flangia (un disco d'acciaio), del peso di circa 10 chilogrammi che è caduta da un'altezza di circa 10 metri, per colpire in testa Gianluigi Belmonte che, casualmente, passava sotto il braccio della gru, senza lasciagli scampo. Il 25enne salernitano è praticamente morto sul colpo, a nulla sono valsi gli immediati interventi dei colleghi di lavoro, l'arrivo del personale medico d'emergenza del 118, che nonostante diversi tentativi, non ha potuto far altro che dichiarare il decesso di Belmonte.
La salma di Gianluigi Belmonte si trova attualmente all’istituto di Medicina Legale di Ferrara, a disposizione dell’autorità giudiziaria che, nella mattinata di ieri, ha deciso la disposizione dell'esame autoptico. La gru, come tutta l'area di pertinenza del lavoro in essere, dove si è verificato il tragico infortunio sul lavoro è stata posta sotto sequestro e nei prossimi giorni vi saranno ulteriori sopralluoghi da parte degli inquirenti e dal personale della medicina del lavoro, intervenuta, per le indagini del caso, subito dopo l'accaduto.
Maria Rosa Bellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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