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FE-CENTO IL PATTO NON C’È PIÙ

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Popolare di Vicenza che era lì per lì per prendere Carife. E con lo scenario dell’oggi indubbiamente per Ferrara si è trattato di un abbandono provvidenziale. Ora è inevitabile che Nuova Carife - con...

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Popolare di Vicenza che era lì per lì per prendere Carife. E con lo scenario dell’oggi indubbiamente per Ferrara si è trattato di un abbandono provvidenziale.

Ora è inevitabile che Nuova Carife - con l’intatta dirigenza del commissariamento, e lo stesso Giovanni Capitanio nominato amministratore delegato - iniettata di dinamicità e in vista della sua cessione, invochi fiducia, inviti a depositare, solleciti ad attingere crediti. È inevitabile che Carice proceda con l’assedio. Ha inaugurato un paio di agenzie a Comacchio e Porto Garibaldi e sta pianificando la sua operatività anche a Copparo. Entro l’estate varerà una private banking al piano terreno di Palazzo Roverella. Siccome la strategia è al suo culmine, cambiati i vertici della Fondazione dell’istituto centese, ecco che quella Fondazione mercoledì in assemblea proporrà la riconferma di Roncarati, di tutta la linea, e quindi del direttore generale Ivan Damiano. È un sintomo della marcia, ben compresa, ad esempio, dal presidente delle quattro banche salvate, quindi della Nuova Carife, Roberto Nicastro. Il quale, la scorsa settimana incontrando la stampa, aveva lievemente sfiorato il tema Carice alludendo a una gran voglia di contrastare la concorrenza da parte del personale della Nuova Carife. È la legge del mercato: intorno a vecchia Carife che stava colando a picco altri vascelli hanno puntato su Ferrara. E pensare che varie voci prevedevano e prevedono per Carice un destino incerto, alienabile, difficoltoso. Roncarati non vede l’ora che arrivi mercoledì per sventolare i dati di bilancio per dire - la faccio breve - che la banca va di bene in meglio, mentre è l'intorno che non è favorevolissimo.

Il liberale coltivatore di pere di Borgo di Vigarano, istigato sul patto che non c’è più, dice una cosa del tutto nuova, prova a ribaltare la visione storica. Afferma che Cento in quell’angolo del ring, compresso verso Bologna e Modena, «deve uscire dall’emarginazione e fare qualcosa per Ferrara che ha quasi più niente». Quindi succede che il trauma e il dimagrimento economico, potrebbero rivoluzionare gli assetti: Cento che s’avvicina a Ferrara; la concorrenza atavica che diventa potenzialità, Ferrara che si relaziona con Cento; e, perché no, la Fondazione Carife che si sposa con la Fondazione Carice.

Paesaggi nuovi. Roncarati poi ama la numerologia: quello alla presidenza Carice sarebbe il terzo mandato, stesso en plein che Roncarati fece in Camera di commercio. Eppure quest’uomo pacato, pronto a lasciare quando l’obiettivo è raggiunto, non è una new entry, rappresenta gli equilibri del buon tempo, non tanto antico. Chi glielo fa fare? Replica sguainando una frase di Steve Jobs: «Ci vuole coraggio. È il gusto della sfida». Portare Cento a Ferrara. L’aveva fatto Papa Borgia, ma era il 1502.

Stefano Scansani

s.scansani@lanuovaferrara.it

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