Ferrara, ex universitari conquistati da Medici Africa-Cuamm
Una ventina di giovani ha aderito al programma di aiuti socio-sanitari. Un gruppo di volontariato costituito da dottori, avvocati e ostetriche
FERRARA. Per scovare belle notizie, a volte non è necessario volgere lo sguardo altrove o molto lontano. Dallo scorso dicembre infatti, un gruppo di circa venti giovani dalla formazione eterogenea, ma accomunati dall'aver compiuto gli studi universitari a Ferrara, ha costituito il gruppo locale aderente a Medici con l'Africa-Cuamm. Il gruppo è all'esordio, sta lavorando per far conoscere le proprie finalità e per avere ulteriori adesioni. Per questo qualche sera fa al bar Maracaibo di via Contrari ha organizzato l'Apericuamm, maniera originale di divulgazione del gruppo tra i giovani.
Medici con l'Africa-Cuamm è un'organizzazione non governativa presente dal 1950, che opera nei paesi più poveri del mondo, nell'ottica di realizzare progetti sanitari miranti allo sviluppo e all'implementazione di realtà esistenti. Come spiega Michele Franchi, uno dei responsabili ferraresi, «l'obiettivo è garantire un'assistenza sanitaria di base, come l'assistenza al parto, le vaccinazioni, la lotta alle malattie infettive. Sono progetti di due o tre anni, tra cui ricordiamo quelli legati alla maternità e alla pediatria, come Mamma e bambino e Ultimo miglio».
Della realtà ferrarese fanno parte giovani medici, studenti, avvocati, ostetriche; tutti rigorosamente volontari. Il gruppo è nato grazie a Nicoletta Valente, specializzanda del 3º anno in Igiene e Medicina preventiva, che nel 2010, durante gli studi, era andata in Burundi per un mese a svolgere un'esperienza nell'ospedale del luogo. «Lì ho visitato diversi reparti, ginecologia, pediatria, chirurgia. Quando vedi l'Africa, ti rimane dentro il desiderio di tornare. Il “mal d'Africa” è inevitabile. Dell'esperienza mi ha colpito l'amore delle madri per i loro figli. Percorrono chilometri a piedi per raggiungere il luogo di cura pur di salvare i loro piccoli. Quando una donna diventa mamma, perde il proprio nome, diventa "la mamma di…", questo per dire quanto sia considerato importante il ruolo materno».
Dopo questa esperienza, Nicoletta, che sta facendo un corso per tornare, ha trasmesso la sua passione per il continente africano all'amica Maria Rita Stendardo, biotecnologa, che nel gruppo si occupa della parte amministrativa. «Abbiamo fatto un primo incontro a Padova, e sentir parlare medici e studenti che sono stati sul luogo ti colpisce molto». Da lì a organizzare il gruppo ferrarese è stato breve. Ora stanno cercando di appoggiarsi a realtà locali già ben avviate, come le maratone sportive o il mondo del Palio, anche per farsi conoscere. Hanno inviato depliant ai medici di base, e hanno seguito a Copparo lo spettacolo di Natalino Balasso, perché Cuamm si appoggia a cantanti e attori con l'obiettivo di farsi conoscere e magari trovare nuovi volontari. Il 7 maggio la ong Cuamm sarà ricevuta da papa Francesco in Vaticano e i volontari ferraresi vorrebbero coinvolgere le parrocchie locali e chiunque fosse interessato all'evento.
Veronica Capucci
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