Il bilancio passa con diciassette sì
Approvato il documento di previsione 2016-18 del Comune. Il sindaco: quest’anno il deficit scenderà sotto i 100 milioni
Il bilancio approvato ieri dal consiglio comunale (con 17 voti favorevoli, 8 contrari e nessun astenuto) è un bilancio «in continuità con quello degli ultimi sette anni di questa amministrazione e in forte discontinuità con la gestione precedente. Abbiamo ereditato un deficit di 167 milioni di euro, al netto della maxioperazione che nel 2003 ha consentito di recuperare 50 milioni attraverso la parziale cessione di Agea. L’anno prossimo il deficit scenderà al di sotto dei 100 milioni, grazie a una riduzione dell’indebitamento, della spesa per il personale e delle spese correnti che non si è mai interrotta dal 2009. In caso contrario, il debito rinegoziato nel 1999 avrebbe schiacciato la possibilità di investimento e di gestione della spesa corrente di questa amministrazione». Rivendica con forza il lavoro svolto dalla sua giunta, il sindaco Tiziano Tagliani, nel suo intervento di ieri in Consiglio che ha preceduto la votazione del bilancio di previsione 2016-2018 e il piano triennale delle opere pubbliche. Il documento è stato approvato con i voti favorevoli di Pd e Sel; contrari FI, M5s, FdI-An, Lega Nord; nessun astenuto. Non erano presenti alla votazione Ferrara Concreta e Gol.
Entrando nel merito della dinamica economica del nostro territorio, il sindaco ha ricordato che «l’obiettivo non è tanto il calo del debito ma mantenere alto il livello degli investimenti, che quest’anno hanno toccato i 48 milioni. A dicembre l’assessorato ai lavori pubblici ha bandito 24 gare grazie alle nostre politiche fiscali, e non è mai mancato il nostro sostegno al lavoro, in un territorio come il nostro in cui gli investimenti privati sono rarissimi», al punto di arrivare al “paradosso” di aver rilasciato un numero maggiore di autorizzazioni rispetto agli insediamenti andati poi a buon fine. Sul fronte del turismo e del commercio, Tagliani ha ricordato gli sforzi per recuperare i livelli di ricettività fortemente calati dopo il terremoto del 2012 e di aver dato risposta alle sollecitazioni di operatori e associazioni di categoria di moltiplicare gli eventi in città, «garantendone uno al mese». Rispondendo alla consigliera del M5S Ilaria Morghen, che aveva parlato di «spogliazione» commerciale della città, Tagliani ha osservato che, al contrario, «resto invece sorpreso scoprendo l’apertura di nuovi negozi che non conoscevo. Certo, la città cambia, non ci sono più molti esercizi storici, ma non si può chiedere a un’amministrazione di decidere quali negozi aprire, manco fossimo nella vecchia Europa dell’Est». C’era stato anche tempo, in apertura della sua relazione, di affrontare i temi di Carife, dell’Area Vasta e della Sanità, temi che secondo le opposizioni erano stati trascurati nel corso del dibattito. Tagliani ha ricordato non solo di aver trattato quegli stessi temi diffusamente e in molte altre sedi, e non si è sottratto tornarci sopra. Su Carife, nel ribadire la solidarietà ai risparmiatori azzerati e la vicinanza ai dipendenti dell’istituto di credito, Tagliani ne ha approfittato per stigmatizzare le accuse rivolte a questi ultimi dall’ex componente della Fondazione Giuseppe Toscano, e oggetto di successive querele. «Non si può scaricare sui dipendenti Carife i motivi della crisi, se una parola andava detta, doveva servire a isolare Toscano, e forse sarebbe opportuno che su questo punto tutta la città trovasse unita». Al capitolo sanità, Tagliani ha ammonito sull’opportunità di occuparsi di problemi veri e tralasciare quelli finti. Questi ultimi sono quelli di un temuto “assorbimento” della sanità ferrarese nell’area gravitazionale Bolognese «del tutto privo di fondamento». Al contrario, c’è da preoccuparsi sui meccanismi di finanziamento regionali che, premiando il numero dei residenti risulta molto penalizzante in un territorio a demografia ridotta come il Ferrarese. Il sindaco ha poi richiamato alla necessità di essere credibili con gli interlocutori regionali, indicando nella recente protesta della Consulta per il San Camillo un esempio fortemente negativo.
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