Silenzio per i morti di Bruxelles
In piazza Municipale si ritrovano sindacati, amministratori, consiglieri comunali e cittadini
Un minuto di silenzio per ricordare le vittime degli attentati terroristici di Bruxelles. Ieri pomeriggio, come in mattinata nei luoghi di lavoro, in piazza Municipale sono stati commemorati i morti degli attentati nella capitale belga. Promosso dai sindacati Cgil,Cisl,Uil, e aperto a tutta la cittadinanza, il presidio ha visto anche la presenza dell'intero consiglio comunale, che ha sospeso i lavori per partecipare. Samuele Lodi, segretario Fiom, spiega che è un modo «per alzare la voce rispetto ad atti terroristici che rischiano di amplificare le voci dell'ultra-destra», mentre Cristiano Zagatti, della segreteria Cgil, chiarisce che «tutti i movimenti hanno promosso questo presidio, per dimostrare che non c'è rassegnazione». «A volte il silenzio può assordare e lo abbiamo scelto come modo per esprimere la nostra contrarietà a questa tragedia e la vicinanza ai familiari delle vittime. Alla violenza rispondiamo con la democrazia» ha sottolineato Valentina Ziosi, della segreteria Cgil. E' il vice sindaco Massimo Maisto a prendere il megafono e ad esprimere lo sbigottimento che è inevitabile provare in momenti così tragici: «Ci ritroviamo in piazza per la seconda volta, per ricordare le vittime e denunciare gli atti terroristici. Non c'è assuefazione alla violenza. Purtroppo in Siria come in altre parti del mondo ci si abitua, ma non è questo quello che vogliamo. Siamo vicini a Bruxelles, al popolo belga, ai turisti e a tutti coloro che si trovavano là in quel momento. Purtroppo il sindaco non è potuto intervenire, ma tutto il consiglio comunale ha interrotto i lavori per partecipare e condividere questo momento». «Ferrara - ha concluso Maisto - è città per la pace, e continuerà su questa linea, ospitando persone di tutti i paesi. Anche le comunità piccole possono dir la loro, far conoscere le persone, attivarsi nelle scuole, e tutti possiamo convenire che un mondo di pace è un mondo migliore».
Veronica Capucci
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