Risarcimenti per Carife solo agli obbligazionisti
Il governo tratta ancora con l’Ue, al posto del decreto valanga d’indiscrezioni. Verso il sacrificio totale degli azionisti, tramonta anche l’ipotesi-warrant
Altra attesa delusa per i risparmiatori Carife, visto che nemmeno il Consiglio dei ministri di ieri ha varato il decreto per i rimborsi agli azzerati del Salva-banche. Questa volta, però, il rinvio potrebbe rappresentare un indizio che le cose si stanno muovendo nella direzione auspicata almeno da una parte del movimento formatosi quattro mesi fa, l’indomani del decreto. Da quanto si apprende da fondi di Palazzo Chigi, in effetti, il governo ha accantonato l’idea dell’arbitrato e della valutazione “caso per caso” degli azzerati, per ripiegare su di un indennizzo totale anche se non generalizzato.
La prima differenziazione è quella tra obbligazionisti subordinati ed ex-azionisti: i secondi sono esclusi da ogni forma di risarcimento, e per Carife si tratta della platea più folta, circa 30mila persone rispetto a poco più di 4mila bondisti junior. Il motivo di questa esclusione sta nella natura stessa del contenzioso ancora in atto tra governo e Commissione Ue, a proposito del contributo dei privati al salvataggio di banche in dissesto come la vecchia Carife: la maxi-svalutazione dei crediti deteriorati, quasi l’83%, è stata riconosciuta dalla stessa commissaria Margrethe Vestager come una pesante penalizzazione per i portatori d’interesse, primi tra tutti gli ex azionisti. Senza questo contributo forzato non sarebbe stato nemmeno autorizzato l’intervento del Fondo di risoluzione, che pure viene considerato aiuto di Stato da Bruxelles: sembra sfumare, insomma, pure l’ipotesi di warrant risarcitori per gli ex soci Carife.
Un sacrificio dovrebbe essere richiesto anche agli obbligazionisti subordinati, attraverso l’esclusione dai risarcimenti di una quota di azzerati: a seconda delle fonti, rischiano gli investitori che avevano affidato il loro portafoglio agli intermediari e non erano correntisti Carife (Sole 24 Ore), oppure chi era al di sotto di una certa soglia d’investimento (fonti di Palazzo Chigi). Nel primo caso i numeri ferraresi sarebbero minimi, nel secondo tutto andrebbe valutato dopo la definizione della soglia. In totale le perdite dei risparmiatori delle quattro banche sono di oltre 300 milioni, e il fondo-risarcimenti verrebbe aumentato rispetto agli attuali 100 milioni, fino a spingersi tra 250 e 280 milioni, secondo il Sole. Quindi le prospettive di risarcimento totale aumenterebbero vertiginosamente.
Oltre al via libera da parte delle banche italiane, che dovrebbero aumentare appunto il contributo “volontario” al Fondo di risoluzione, resta da capire fino a che punto la Commissione Ue sia convinta. L’unica cosa certa è che la trattativa non è ancora conclusa, e nessuno fa delle previsioni sulla durata.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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