Un’assoluzione e tre pene ridotte
Comacchiopoli. Cavallari è innocente. Per Felletti, Gramolelli e Ferroni si parla di corruzione impropria e atti dovuti
COMACCHIO. «L’impianto accusatorio si sta sgretolando. Anzi, per l’ex assessore all’Urbanistica Berto Cavallari è crollato. E la soddisfazione, dopo sette anni, è immensa». Non nasconde la grande soddisfazione, mista ad emozione, l’avvocato Francesco Vinci che in questi anni si è battuto per far riconoscere l’innocenza di Cavallari, accusato di corruzione per aver favorito la realizzazione di un capannone in zona artigianale in cambio di sponsorizzazioni per il Comacchio calcio. Stessa accusa anche per gli ex assessori Fabrizio Felleti (Sport) ed Eugenio Gramolelli (Attività produttive), così come per l’ex consigliere Iginio Ferroni. Per Cavallari «è arrivata l’assoluzione in formula piena - spiega Vinci - La Corte d’Appello di Bologna ha infatti stabilito che il fatto non costituisce reato. Cavallari è innocente. Sette anni di sofferenza sulle spalle...». La pena è stata invece ridotta a un anno e sei mesi (pena sospesa) per Felletti e Gramolleli e a un anno per Ferroni.
«In primo grado il Tribunale di Ferrara - continua Vinci - aveva condannato gli imputati a due anni e sei mesi più l’interdizione dai pubblici uffici. Abbiamo lavorato sodo in questi mesi, producendo prove documentali, trascrizioni di tutte le intercettazioni, prove testimoniali. Tutti e dico tutti hanno parlato a discolpa di Cavallari e infatti i giudici, dopo tre ore di Camera di consiglio hanno stabilito che il fatto non costituisce reato: l’ex assessore non si è mai impegnato a favore della realizzazione del capannone e nulla ha mai fatto per velocizzare la pratica». Le motivazioni arriveranno tra 90 giorni e tutto sarà dunque messo nero su bianco. «Aspettiamo di capire cosa dicono i giudici e quindi capiremo in che direzione andare - interviene l’avvocato difensore di Felletti, Maria Mezzogori - Al momento ogni ragionamento è prematuto. Certo la sentenza ci dà la giusta spinta per andare avanti, considerato che tutto si sta pian piano smontando». Dello stesso parere il legale di Gramolelli Marina Gionchetti: «Pian piano la verità emerge. Intanto abbiamo fatto un passo enorme. Eravamo partiti da un’accusa di corruzione propria con atti contrari a doveri d’uffici, alla corruzione impropria con atti dovuti. La Corte d’Appello la pensa evidentemente in maniera diversa rispetto al Tribunale, non ha visto un certo tipo di accuse e noi andremo avanti a testa alta come abbiamo sempre fatto. Purtroppo dovranno passare ancora tre mesi, i giudici hanno preso tutto il tempo a loro concesso perché la vicenda è complessa. Dopo aver letto le motivazioni, valuteremo il ricorso in Cassazione».
Nei prossimi giorni l’ex assessore Cavallari sarà pronto a dire la sua. Al momento preferisce il silenzio e il calore della sua famiglia e degli amici più cari.
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