«Caro Uovo, per sorpresa vorrei...»
Imprenditori, politici, forze dell’ordine e operatori culturali: ecco cosa desiderano trovare nel dolce di Pasqua
Nella realtà non è quasi mai all’altezza delle aspettative: alzi la mano chi, dopo aver superato barriere di stagnola e infranto la corazza di cioccolato non sia rimasto un po’ deluso dall’agognata sorpresa dell’Uovo di Pasqua. Meglio immaginarlo allora, il regalo avvolto dalla dolce calotta, e farne simbolo di un desiderio. È quanto abbiamo chiesto ad alcuni ferraresi “vip”: quale sogno vorreste trovare, oggi, aprendo l’uovo di cioccolato?
L’assessore alla Sanità e Servizi alla Persona Chiara Sapigni vorrebbe «più ottimismo, gentilezza e disponibilità verso il prossimo da parte di tutti e per tutti». Non poteva non pensare al futuro del mondo imprenditoriale, il presidente della Camera di Commercio Paolo Govoni, che sogna invece una bacchetta magica che «elimini tutto ciò che è superfluo per le imprese, dall’eccesso di burocrazia agli aggravi. Se fosse possibile, il Pil riprenderebbe a salire immediatamente».
Dentro l’Uovo di Pasqua del musicista e show man Andrea Poltronieri (che proprio ieri a Trezzo sull’Adda ha cominciato la sua toruneé con Cristina D'Avena e i Gem Boy) batte un cuore biancazzurro: «Io vorrei la promozione in B della Spal che sta facendo un bellissimo campionato grazie a una giusta gestione, un grande mister e una squadra pazzesca». Da fedele abbonato della prima ora, “Poltro” era allo stadio Mazza domenica scorsa a esultare per i quattro gol inflitti al Savona: «Ma non mi va il tifo scalmanato - aggiunge - Mi piace assistere alla partita in curva insieme agli amici e quando gli impegni di lavoro me lo permettono trascorrere una serena domenica di sport».
Gli attacchi terroristici dell’Isis e la spaventosa crisi internazionale hanno modellato profondamente la visione del futuro di Gabriele Caveduri, direttore di Uci Cinemas, e Stefano Bottoni, direttore artistico del Ferrara Buskers Festival. Il primo dice che «da non credente vorrei che si smettesse di uccidere in nome di Dio». Il secondo vorrebbe ritrovare «il mio senso del viaggio. Perché sto diventando sempre meno viaggiatore, perché ora andare a Parigi o a Berlino a cercare musicisti non è più come prima, perché vedere devastato l’aeroporto di Bruxelles, dove ho trascorso una notte aspettando un volo, mi ha fatto un male enorme».
Luca Caprini, segretario del Sap, guarda alla sicurezza dal punto di vista del poliziotto, e vorrebbe allora «dotazioni adeguate per tutti gli esponenti delle forze dell’ordine, vorrei che avessero giubbotti antiproiettile non solo i 7000 colleghi sulle Volanti, ma tutti quelli che ogni giorno possono rischiare la vita per proteggere la comunità».
Il regalo più ambito sarebbe la salute, per la storica rappresentanti dell’Udi Ansalda Siroli. Che però si affretta a rassicurare di essere appena andata al mercato rionale di viale Krasnodar «dove ho comprato due pantaloni da ragazza e un vestito con i fiori bianchi: avranno pensato che fossero per qualche nipote, e invece li ho presi per me». Infine, per l’imprenditrice Simona Salustro, titolare dell’Apollo Cinepark, la sorpresa più gradita sarebbe la piena esecutività del disegno di legge sul cinema del ministro Franceschini, «destinato a introdurre incentivi e altri elementi molto positivi per il settore».
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