Profughi, pass a quasi tutti per non rimandarli in Libia
Vengono regolarizzati quasi in toto i richiedenti asilo che arrivano in provincia di Ferrara, e quindi possono rimanere sul territorio per un tempo variabile ma comunque lungo. È quanto emerge dall’in...
Vengono regolarizzati quasi in toto i richiedenti asilo che arrivano in provincia di Ferrara, e quindi possono rimanere sul territorio per un tempo variabile ma comunque lungo. È quanto emerge dall’incrocio dei dati diffusi dalla Commissione per la protezione internazionale di Bologna, alla quale affluiscono la stragrande maggioranza dei migranti ospitati nelle strutture del capoluogo e della provincia, e di quelli in possesso del principale gestore, cioè Camelot. «Oltre il 95% dei richiedenti asilo ottiene una forma di riconoscimento» è il calcolo di Federico Tsucalas, il responsabile del settore per conto della coop. Questa quota comprende in realtà due tipi di riconoscimento: la protezione internazionale, che a sua volta si divide in asilo politico (la misura più “forte”) e protezione sussidiaria, e l’accoglienza per motivi umanitari, per gravi motivi oppure obblighi umanitari.
È proprio quest’ultima categoria, che sostanzia anche il principio del non respingimento (non si può rimandare una persona in un paese dove sarebbe a rischio d’incolumità), ad accogliere la grande maggioranza dei nostri richiedenti asilo, a giudicare dai dati della commissione bolognese. L’82% delle richieste accolte, infatti, ricade nella protezione umanitaria, che fornisce un permesso di soggiorno valido per due anni rinnovabile previo assenso della commissione. Quasi tutti i profughi “ferraresi” provengono dall’Africa nera, cioè non da Siria o dall’Iraq in fiamme: perché ottengono quasi automaticamente questo status? «È vero, solo una piccola quota proviene da Afghanistan, Kurdistan o Iraq - riconosce Tsucalas - ma gli altri sono transitati in Libia, con peripezie notevoli. Rispedirli là significherebbe esporli a rischi per l’incolumità personale, quindi scatta il non respingimento. Non sono catalogati profughi economici».
C’è da dire che alla commissione bolognese un buon 43% delle domande è ancora in attesa di risposta, a causa dell’aumentato afflusso. Anche per questo, da qualche mese, i richiedenti asilo ferraresi vengono in parte dirottati su Forlì.
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