Caricento tra espansione e trincea
Oggi assemblea di continuità per vertici e politiche industriali. Ma l’effetto bail-in apre nuovi scenari per il Piano triennale
Il segno della continuità. È questa la caratteristica di fondo di Caricento, nella sua storia che inizia nel 1859, e anche l’assemblea annuale di oggi pomeriggio (ore 15, centro Pandurera) è impostata in questa direzione. Lo testimonia la conferma quasi in blocco dell’attuale consiglio di amministrazione, con la sola uscita dello storico consigliere Ugo Poppi, dopo mesi di rumors su possibili cambi al vertice, stoppati dalla rinnovata sintonia tra il nuovo corso della Fondazione, pilotato dalla presidente Cristiana Fantozzi, e i soci forti privati, cioè la famiglia Manuzzi. Ma anche il tono di fondo della relazione del Consiglio di amministrazione, messa a disposizione dei soci in previsione dell’assemblea, è improntata a rassicurare in questo senso: «La Cassa, pur in un contesto economico ancora in difficoltà e in un clima di fiducia compromesso dalle vicende che hanno coinvolto le quattro banche assoggettate al bail-in, ha continuato a perseguire la propria missione di banca locale a supporto della clientela, dell’economia e del territorio, con particolare attenzione alle innovazioni che portano benefici ai diversi stakeholders». C’è continuità nella crescita della raccolta diretta da clientela (+3,4%) e indiretta (+8,1%), degli impieghi lordi (+2,3%) e nell’indice di solidità per eccellenza, il Cet1 (11,80%), ma anche, in negativo, nell’aumento delle attività deteriorate (+7,8%). Da annotare che la “tosatura” dell’utile è dovuta anche a 1,5 milioni da pagare a seguito di una «inaspettata» revisione in Appello di una revocatoria fallimentare del 2006.
Il quadro che la relazione del confermando Carlo Alberto Roncarati dovrà delineare, però, è di forte tendenza al cambiamento: al di là dei timidi segnali di crescita economica, che consentono di sperare in un cambio di clima dopo nove anni di crisi (ma intanto i tassi d’interesse sotto zero comprimono i margini delle banche), il panorama anche a livello provinciale è dominato dagli effetti del bail-in. Da mesi anche banche radicate territorialmente come Caricento hanno capito che dovranno lavorare molto per tenere legati clienti storici, e l’istituto guerciniano, in particolare, ha di fronte a se la prospettiva di fronteggiare un competitor importante attorno e dentro il giardino di casa: chi comprerà la Nuova Carife. A seguito di questo sisma, però, si sono aperti anche spazi commerciali non più protetti dal patto non scritto con Carife, e in effetti la relazione, quando parla del nuovo Piano triennale 2016-18, fa riferimento a «vogliere le opportunità che potrebbero nascere da un contesto in rapida evoluzione». Per il momento ci sono le nuove filiali in apertura a Porto Garibaldi e nella stessa Ferrara, una sede di private banker proprio di fronte a Nuova Carife, nel cuore della città.
Stefano Ciervo
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