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«Governo, a Ferrara c’è un problema»

«Governo, a Ferrara c’è un problema»

Carife, domenica 3 aprile al teatro Abbado, azionisti e obbligazionisti incontrano il viceministro dell’Economia Enrico Morando. "Presenteremo una proposta alternativa al Salvabanche" . E Marattin twitta: "Chi ha fatto fallire la banca ora si unisce alla protesta"

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FERRARA. «Abbiamo detto al governo che a Ferrara c’è un grosso problema, e di venire a vedere di persona». Un teatro Abbado pieno di “azzerati” Carife che chiedono soluzioni per i loro risparmi traditi, è quanto si preparano a mostrare al viceministro dell’Economia Enrico Morando gli organizzatori della mobilitazione “No ai risparmi azzerati per legge”, che si terrà domenica a partire dalle ore 9.30 al teatro Comunale, con ingresso gratuito.

Morando, che ha confermato la sua partecipazione, affronterà una platea di azionisti e obbligazionisti chiamati a raccolta dalla cordata di organizzatori formata da Amici di Carife, Risparmiatori Azzerati Carife e Vittime del Salvabanche e che, oltre al patrocinio del Comune di Ferrara e alla partecipazione di Assostampa (modera l’incontro il presidente Riccardo Forni), ha incassato il pieno sostegno delle associazioni di categoria locali: Cna, Ascom, Confartigianato, Unindustria, Confesercenti e Confagricoltura.

Respirata la rabbia delle piazze, ha spiegato per gli “Azzerati” Mirko Tarroni, «adesso vogliamo portare sul palco la voce dei risparmiatori traditi, e aprire un dialogo con il governo per spiegare che quella di Ferrara è una realtà più complessa, e per questo più significativa». Nè speculatori, nè truffati, ma “solo” risparmiatori che, dalla sera alla mattina, si sono visti cancellare titoli sottoscritti in tempi non sospetti. E non è un caso che gli stessi dipendenti di Carife, con il loro sindacato, si uniranno alla platea del Comunale. «Qui - ha proseguito Tarroni - sono stati cancellati i risparmi quando c’era una soluzione già pronta, ed emerge quindi con evidenza un evento che ha determinato l’annullamento della banca. All’incontro di domenica vogliamo unire l’aspetto tecnico con il disagio enorme creato da questa vicenda».

Di soluzioni tecniche, tra i numerosi relatori, parlerà il segretario generale dei bancari Cisl Giulio Romani, ma una proposta per limitare i danni del SalvaBanche sarà presentata dagli stessi organizzatori, che in questi giorni si sono affidati a un gruppo di esperti. Una proposta (sulla quale ieri non è stato possibile strappare alcuna anticipazione) del tutto slegata dal parere europeo sul Fondo di solidarietà e il suo ampliamento da 100 a 300 milioni di euro, così da poter risarcire almeno di obbligazionisti.

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«La nostra soluzione - è intervenuto il presidente degli “Amici di Carife” Marco Cappellari - include non solo i 4150 obbligazionisti subordinati Carife, ma anche i 28.000 azionisti e i risparmiatori delle altre tre banche, rappresentati dai sindaci di Chieti, Arezzo e Jesi chiamati a Ferrara dal sindaco Tagliani». Il verdetto della Ue sul Fondo di solidarietà, atteso entro marzo, sarà già noto quando gli azzerati si riuniranno al Comunale «ma fa comunque piacere - ha continuato Cappellari - che qualcosa si stia muovendo anche grazie al nostro pressing esercitato da novembre a oggi sul governo. Anche per questo sarà importante esserci, domenica. Perché l’alternativa all’apertura del dialogo con il governo sono dieci anni di estenuanti battaglie legali».

Un po’ “azzerato” dal Salvabanche è pure il Comune di Ferrara, che con l’istituto di credito locale perde anche un referente importante nel sostegno a iniziative culturali e turistiche: «Ma prima di tutto - ha concluso il vicesindaco Massimo Maisto - pensiamo che sia dovere di un’amministrazione comunale restare a fianco dei propri cittadini in una battaglia più che legittima condotta nella legalità. Il patrocinio e l’utilizzo gratuito del teatro era il minimo che potessimo fare, così come farci a nostra volta interlocutori nei confronti del governo, e il fatto che appartenga alla nostra maggioranza politica può favorire il dialogo. La speranza è che si arrivi davvero ad ampliare a 300 milioni il Fondo di solidarietà, e che non ci si fermi qui».

 

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